Il Tirreno

Soliti ignoti al Monte dei Paschi

Il magazzino
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Il magazzino

Hanno sfondato un muro per rubare la cassaforte. Ma il colpo è fallito

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MASSA. Il piano era "scientifico": sfondare la parete del locale attiguo a quello dove si trovava la commare (cassaforte nel gergo malavitoso) e portare via i soldi. Ma alla fine non sono riusciti a rubare niente. Non è la trama del film "I soliti ignoti" e i protagonisti non sono Capannelle, Ferribotte e Peppe er Pantera: è un fatto di cronaca avvenuto a Massa tra domenica e lunedì.
La commare è quella della filiale del Monte dei Paschi di Siena di via Carducci, la banca rapinata qualche giorno fa, ed è rimasta intatta al suo posto perché i soliti ignoti sono stati disturbati dalla vigilanza privata e se la sono data a gambe abbandonando tutto l'armamentario che avevano usato per aprire una breccia nel muro che portava al tesoro.

E pensare che un buco erano riusciti a farlo, dovevano solo allargarlo un po' per poterci passare. Il piano era scientifico per davvero: i ladri hanno individuato un magazzino sfitto adiacente alla filiale del Monte dei Paschi di via Carducci. Ci sono entrati nella notte tra sabato e domenica. Approfittando del doppio giorno di festa, lunedì era Ferragosto, hanno iniziato a montare il meccanismo a pistoni che doveva sfondare il muro (non portante e per questo più sottile). Il macchinario, hanno detto gli uomini della Mobile che stanno conducendo le indagini sotto gli ordini di Antonio Dulvi Corcione, ricordava proprio quello che Totò (Dante Cruciani nel film di monicelli) aveva dato a Peppe (Vittorio Gassman).

E ha fatto il suo dovere, nel senso che una breccia l'ha aperta nella parete che divideva il magazzino dalla banca. Ma i soliti ignoti hanno fatto troppo rumore e un vigilante si è accorto che c'era qualcuno e ha dato l'allarme. Proprio sul più bello, proprio quando vedevano la commare e stavano per mettere le mani sui soldi. Anche loro però hanno annusato l'arrivo della polizia e sono riusciti a darsela a gambe un attimo prima di essere arrestati.
Ma non sarà semplice farla franca. Hanno lasciato una montagna di tracce in quel magazzino abbandonato.

Per prima cosa il macchinario usato per aprire la parete, poi una marea di mozziconi di sigarette che hanno fumato nell'attesa di avventarsi sulla cassaforte. Talmente tante tracce che la scientifica quando ha visto tutti quegli indizi non voleva credere ai propri occhi. La Mobile sembra vicina alla soluzione del caso. Certo che se dovessero venire arrestati, la domanda da fare ai soliti ignoti sarà una sola: «Ma voi il film lo avete visto?».

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