Il Tirreno

La cultura? Qui non è una priorità

Chiara Sillicani
La cultura? Qui non è una priorità

L'assessore Menchini parla del turismo: «I grandi eventi? Servono soldi»

4 MINUTI DI LETTURA





MASSA. Certo quella 2011 non sarà un'estate da ricordare: crisi, turismo che "zoppica", commercianti sul piede di guerra. E massesi un po' delusi: si guardano intorno, puntano gli occhi verso Pietrasanta o verso Sarzana e hanno l'impressione che lì le cose vadano meglio.  Da queste parti teatro chiuso, pochi eventi e - dopo le 20 - serrande abbassate, quasi tutte le sere. E il dito è puntato - forse è la soluzione più facile - contro l'assessorato alla cultura e al turismo.  Ma Carmen Menchini che di quell'assessorato è titolare cosa ne pensa? I dati sul turismo apparsi fino ad ora evidenziano un calo delle presenze. Conferma? «Dobbiamo aspettare almeno la fine di agosto, solitamente il mese più affollato, per avere dati significativi. Stiamo lavorando alla creazione di un osservatorio turistico che ci potrà aiutare a orientare le scelte strategiche».  Se il calo di presenze esiste, a cosa è imputabile? E quali sono le strategie messe in campo per evitare l'emorragia? «Il calo è generale e non in particolare del nostro comune. Anche il turismo deve fare i conti con la crisi che significa minore disponibilità economiche per vacanze e, quindi, soggiorni più brevi. In generale, come si legge nei rapporti di Toscana Promozione, il prodotto balneare, che è sicuramente il traino della nostra zona, appare da diversi anni in difficoltà, sia per la crisi economica, sia per la globalizzazione dei mercati». E sulle strategie? «Ci sono condizioni imprescindibili che rappresentano il punto di partenza, l'hardware del sistema, per così dire. Provo a formulare una serie di obiettivi in ordine prioritario: manutenzione arenile - la competenza sul tema è però della Provincia - la bandierina blu, la certificazione unificata della qualità dei servizi recettivi e del decoro urbano». A Massa mancano i grandi eventi. Seravezza è un piccolo Comune eppure riesce a richiamare Ascanio Celestini e i Modena City Ramblers. Perchè noi qui non ci riusciamo? «Continuiamo ad indicare come esempio Sarzana o Pietrasanta, ma dobbiamo renderci conto che per avere eventi di quello spessore è necessario investire somme rilevantissime, che significa decidere che la cultura rappresenta una priorità per la città. Finora non è stato così, e non parlo di questa amministrazione, ma di una consuetudine che affonda le radici nel passato della città. In ogni caso è stato singolare sentirmi accusare di mancanza di programmazione quando gli esiti del bando di Cento Notti sono noti da febbraio».   Servono soldi e il suo assessorato non li ha.. «L'intero bilancio del settore cultura, per organizzare eventi tutto l'anno, è di l5Omila euro, compresa Massa Scienza. Faccio un esempio: ho letto che per il Festivai della Mente, che dura solo quattro giorni, il Comune di Sarzana investe più di 500mila euro. Putroppo in questa città la cultura non è considerata un settore trainante».  In campagna elettorale, il sindaco - dopo l'esperienza dei Marmi degli Zar - promose di riportare le grandi mostre. Non è accaduto.. «Perchè abbiamo fronteggiato una grossa crisi economica a livello nazionale. Il settore cultura è stato il più penalizzato dal bilancio 2011 con un taglio del 30% delle risorse. Mostre come quella di cui chiede costano milioni di euro e il nostro bilancio è di l5Omila». Un taglio forte che incide sul "peso" politico del suo assessorato? «Tutti i settori hanno subito tagli, noi più pesanti. Un taglio va, però, considerato anche nella salvaguardia di altri settori. È stato, ad esempio privilegiato il sociale». Eppure qualcuno parla del suo come di un assessorato "commissariato" dal sindaco. «Non ritengo che il mio assessorato sia commissariato, altrimenti io non starei qui. Il sindaco ha semplicemente promosso un tavolo sul turismo per prendere decisioni di cui solo il primo cittadino - vedi tassa di soggiorno - può assumersi la responsabilità.  Estate 2011 vista da lei: punti di forza e punti di debolezza. «Il cartellone è ricco e diversificato. Il punto di forza sono i bambini, sono il nostro target per un milione di ragioni: bimbi significa famiglie, città vivibile in cui passeggiare, incontrarsi. La proposta che si è classificata prima al bando, quella del Gais, ha registrato un pubblico dalle 500 presenze in su ogni sera. Il punto di debolezza, invece, sta nel fatto di non poter integrare questa programmazione con una serie di eventi di più largo respiro, in grado di richiamare il grande pubblico, dai comici, ai concerti, ai grandi dibattiti. Credo, però, che questo programma, date le risorse a disposizione, sia una specie di miracolo».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa