Il Tirreno

Parcheggio aperto e subito richiuso

Alessandra Vivoli
Parcheggio aperto e subito richiuso

L'area di sosta all'ex Gattopardo ha rischiato il sequestro: manca l'ok del Demanio

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 MARINA DI CARRARA. Un simbolo del degrado di Marina, l'ex dancing Gattopardo, finalmente bonificato: o meglio raso al suolo, con tanto di pulizia dell'area da erbacce e sporcizia. Un nuovo - e agognato - parcheggio, gratuito, proprio all'inizio della strada dei bagni, in viale Vespucci.  Pasticcio a Ferragosto. E un «pasticcio» che, proprio alla vigilia di Ferragosto, ha fatto bisticciare il Comune e il corpo della Guardia forestale: per quel parcheggio, infatti, non era stata chiesta dagli uffici comunali l'autorizzazione al Demanio. Stava per scattare il sequestro ma, alla fine, il sindaco Zubbani è riuscito ad evitare questa misura estrema: dopo un lungo sopralluogo nelll'ampio spazio sulla via dei bagni, il nastro bianco rosso è stato rimosso. Nessun sequestro, quindi. Al suo posto una transenna del Comune e il cartello della rimozione. Una misura che dovrebbe essere temporanea: «L'ok dal Demanio dovrebbe arrivare all'inizio della settimana. E quello che speriamo è che per la burocrazia, e il braccio di ferro con i vecchi proprietari della concessione demaniale - spiega il sindaco Zubbani - non la paghino i cittadini e i turisti che hanno trovato in quell'area una valvola di sfogo al problema della sosta al mare».  Una vicenda, quella dell'ex Gattopardo, che parte da lontano. E sulla quale, a quanto sembra, diventa difficile porre la parola fine. E questa volta non per cattiva volontà del Comune che ha inserito quel rudere, o meglio le ceneri reduce da un maxi incendio, nella campagna anti degrado. A pieno titolo.   La storia dell'ex dancing: doveva diventare un hotel, ora è un parcheggio. Su quel lotto demaniale, davvero a due passi dal mare, sul fronte della via dei bagni, avrebbe dovuto sorgere un albergo.  Nel 2009 il Comune, esasperato dai ritardi e dalle continue segnalazioni sullo stato di degrado della struttura, ha revocato il permesso di costruire e c'è stata pure la decadenza della concessione demaniale. A quel punto i titolari della concessione, la Lid immobiliare di Livorno, ha presentato ricorso al Tar della Toscana che, però, ha dato ragione all'ammininistrazione. Ma la società immobiliare livornese ha presentato un altro ricorso, questa volta al Consiglio di Stato, sul quale non c'è stato ancora ad oggi alcun pronunciamento.  Via il degrado. Nel frattempo il sindaco Zubbani ha deciso di inserire l'area nel progetto anti degrado e così, dopo aver chiesto l'autorizzazione al demanio, ha provveduto a un intervento igienico sanitario, motivato dalle condizioni di grandi criticità in cui versava la struttura dove, all'interno, insieme a sporcizia, rovi e quant'altro, avevano trovato «alloggio» anche due extracomunitari.  Sequestro scongiurato. Una volta ripulito tutto e portato a termine la bonifica dell'area con materiale terroso e ghiaino, il Comune ha pensato di utilizzarlo temporaneamente, come parcheggio libero (anche se non rientra - per ora - nel piano dell'arenile che lì prevede una struttura turistico ricettiva). Ma, non appena è stata apposta la segnaletica è partito l'esposto alla Guardia Forestale e i controlli. Alla fine, dopo un lungo colloquio con il sindaco Zubbani, che ha spiegato l'intento di fare un'opera di interesse pubblico, il sequestro è stato scongiurato. Fra lo sconcerto di turisti e bagnanti locali che avevano già parcheggiato in quell'area.  Il Comune ha immediatamente rimosso la segnaletica che indicava il parcheggio. E adesso si attende il via libera del Demanio per l'autorizzazione ad area di sosta. Intanto dall'amministrazione è arrivata un'indicazione chiara ai concessionari che si stanno opponendo con un lungo braccio di ferro al provvedimento del Comune, quello con cui è stato revocato il permesso a costruire.

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