Sicurezza
La manovra. Il sindaco Leri: scelta dettata dal cuore e dalla ragione, serve un referendum per decidere con chi andare
Comano unita a Fivizzano o Licciana
Fabrizio Palagi
Il Comune di 774 abitanti sarà azzerato in nome dei tagli alle spese
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COMANO. Chiuderà i battenti, dopo 92 anni di attività, il Comune di Comano, istituito nel 1919 dopo la scissione da Fivizzano. La scure del Governo inerente ai tagli alla spesa pubblica, non risparmia il più piccolo dei 14 municipi della Lunigiana, forte (si fa per dire) di 774 abitanti. Subito dopo la notizia del futuro azzeramento, la domanda: tornare con Fivizzano o andare sotto Licciana? Il sindaco Cesare Leri, «sono comanino al cento per mille», dice, si dichiara sconcertato di perdere la municipalità e, allo stesso tempo, pensa già con chi andare. «Il cuore dice Fivizzano - afferma il primo cittadino - mentre la ragione impone Licciana. Il perchè è presto detto: fino al 1919 Comano era annesso a Fivizzano, il cui capoluogo, in linea d'aria, è molto vicino a noi. Poi, subito dopo la prima guerra mondiale, avvenne la scissione e la nascita del Comune di Comano. Perciò le nostre radici, la mia famiglia ad esempio proviene da Camporaghena, sono fivizzanesi. Ma alla tradizione si contrappone la razionalità e quindi ecco che la fusione con Licciana appare egualmente verosimile. Con Licciana condividiamo già alcuni servizi e la distanza del capoluogo è quasi identica a quella da Fivizzano. Perciò credo che sarà necessario un referendum per far decidere alla cittadinanza con chi andare. Quando lo si potrà fare, però, non saprei dirlo dato che non ci è stato comunicato alcunchè da Roma. Apprendiamo solo che, in nome dei tagli alla spesa pubblica, il nostro Comune deve sparire. Ne prendiamo atto, però con una domanda: l'amministrazione di Comano costa circa 15mila euro l'anno, fra indennità, gettoni di presenza e rimborsi per sindaco e 12 assessori. Saranno questi i soldi che potranno rimettere in sesto i bilanci degli enti pubblici? Se sì, allora siamo pronti. Però chiedo un'altra cosa: i Comuni sono i soli "carrozzoni" che sperperano denaro pubblico?». Poi un excursus su presente e futuro del territorio: «Adesso tocca a noi, ma in seguito altri Comuni della Lunigiana potrebbero incorrere in questi famosi tagli alle spese. Parlo di Zeri e Casola, ad esempio. Ricordo quindi che stiamo lavorando da tempo alla costituzione dell'Unione dei Comuni che non è certo, come alcuni pensano, un doppione della Comunità montana. Con l'Unione ci sarà una razionalizzazione dei servizi e quindi la riduzione delle spese. Ciò vuol dire che la Lunigiana pensa da tempo a tale problema, ancor prima della mannaia del Governo».
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