Il Tirreno

Alessandro Volpi: le mie fatiche per evitare l'aumento delle tasse

Claudio Figaia
<b>ASSESSORE.</b> Alessandro Volpi (a sin. con Pucci dopo la vittoria)
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ASSESSORE. Alessandro Volpi (a sin. con Pucci dopo la vittoria)

«Io candidato sindaco? Non ci penso. Per adesso» «Come riesco a far tutto? Dormo 5 ore e niente ferie»

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 MASSA. Quarantasette anni, docente universitario - a Pisa, di Storia contemporanea - Alessandro Volpi è assessore alle Finanze e al Bilancio del Comune. Studioso di dinamiche economiche internazionali, amato dagli studenti, apprezzato e ascoltato commentatore, è considerato un fiore all'occhiello della giunta Pucci. Per qualcuno è un assessore "di lusso". Ma Volpi è anche presidente del corso di laurea a Pisa, "columnist" del Tirreno, scrive su Nigrizia e Altro Consumo, tiene famiglia - una moglie e una figlia di 13 anni - gioca a volley sulla spiaggia e trova pure il tempo di tenersi in forma facendo footing.  Ah, dimenticavamo: scrive libri (e su temi attualissimi). A breve pubblicherà uno studio sull'emigrazione italiana e ne sta preparando un altro lavoro sull'analisi del debito pubblico in Italia. Logico che l'intervista cominci da qui.  Scusi, ma come fa a trovare il tempo per tutte queste attività?  «Dormo pochissimo, cinque ore per notte e non vado mai in ferie: saranno dieci anni che non faccio vere vacanze. Il segreto è tutto qui».  E con tutto questo lavoro resta in forma abbastanza per giocare a volley?  «Veramente, ormai gioco un paio d'ore la domenica pomeriggio sulla spiaggia. Passati i tempi d'oro della pallavolo...».  Non è che trascuri un po' i conti del Comune...  «Non mi pare, sono qui in municipio tutti i giorni dalle 8, anche il sabato, a volte anche la domenica. Fatico, ma faccio tutto».  L'amministrazione ha più volte segnalato di avere conseguito risparmi di bilancio, recuperi di evasione e di avere migliorato le performance finanziarie del Comune. Ma, poi, piange miseria e dice che non ci sono risorse per questo o quello. A cominciare dal turismo. Dove vanno a finire quei risparmi?  «La verità è che se non avessimo tenuto i conti in ordine, se non avessimo recuperato risorse significative nelle pieghe del bilancio, oggi saremmo in una crisi gravissima. Invece, pur con fatica, riusciamo a fare fronte ai nostri impegni».  Tutta colpa dei tagli del governo centrale?  «Beh, guardate queste cifre, che ci sono state comunicate proprio in questi giorni: nel 2010 il totale complessivo dei trasferimenti erariali al Comune di Massa è stato di 19,572 milioni di euro. La previsione del 2011 è di 16,817. Sono 2,754 milioni in meno con cui fare i conti».  E poi c'è il Cermec, che ci costerà parecchio...  «Già, ci costerà 1,1 milioni quest'anno, e altre analoghe cifre nei prossimi esercizi. Fortuna che stiamo recuperando nel campo dell'evasione delle tasse comunali».  Il rigore, però, non paga dal punto di vista dei consensi: in città in tanti mugugnano: per i ritardi di pagamento dei fornitori, per i cordoni stretti della borsa...  «Sono convinto che il consenso si conquista attraverso una visione complessiva di un'azione amministrativa, con un progetto di ampio respiro. La ricerca del singolo voto, la politica di cercare il consenso di questo o quello con favori o cose del genere, è superata. L'amministrazione deve avere una "visione", parlare alla città intera».  E ci sta riuscendo? «Sta ai cittadini stessi giudicarlo, Noi lavoriamo per questo».  Si parla di lei come possibile candidato sindaco. È pronto?  «Per ora penso solo a fare l'assessore, dedico tutte le mie energie a questo compito amministrativo».  Ma la politica locale è già impegnata sul dopo 2013, discute di alleanze e accordi... «Non sono affascinato da queste campagne elettorali che non finiscono mai».  Ma se la cercassero, ed è possibile che accada, se qualche forza politica le chiedesse di fare i sindaco, cosa risponderebbe?  «Ripeto, voglio essere giudicato per qule che faccio. Poi vedremo cosa succederà».  Lei non interviene mai nel dibattito politico, quasi sembra non abbia una posizione».  «Ma no: questa amministrazione si muove all'interno di chiare coordinate di centrosinistra. E la mia appartenenza a questo campo mi pare esplicita in quel che scrivo sul Tirreno, su quel che propongo. Poi, da assessore, cerco di tradurre in atti amministrativi queste coordinate, tenendo i conti in ordine, sostenendo politiche sociali, non mettendo mano al carico fiscale».  Finora. «Finora».  E domani? Si parla di aumento della tariffa sulle mense scolastiche, di aumento della tassa sui rifiuti per pagare il buco di Cermec.  «Non è certo: sulle mense c'è una valutazione in atto sulla richiesta di variazione di bilancio. Sono aumentati i pasti che diamo agli alunni, mentre le risorse sono sempre le stesse. E anche sulla Tarsu non è detto che l'aumento sia inevitabile, ci potrebbero essere maggiori entrate derivanti dall'anticipo dell'Imu e dalla tassa di soggiorno che potrebbero evitare aumenti».  Torniamo ai temi politici, a questa "anomalia" di Massa governata da forze di centrosinistra dove però il Pd è all'opposizione, a questo scontro infinito tra maggioranza e Demcratici. Secondo lei come se ne esce?  «Difficile dirlo, siamo di fronte a un quadro politico complesso, faccio fatica a immaginare un futuro».  Bersani o Vendola?  «Bersani, non ho dubbi».  Inutile, dunque, che le chieda: Bersani o Di Pietro?  «Inutile, Bersani è una risorsa per il centrosinistra e per il paese».  Però Bersani è il leader di un partito che fa opposizione alla vostra amministrazione...  «Però è innegabile che c'è un comune sentire, un'identità di fondo su molte questioni tra noi e i Democratici».  Ma, insomma, lei si sente un assessore "di lusso"?  «Non so bene cosa si intenda con "di lusso". Comunque, se uno ha esperienza e competenze, è giusto che le metta a disposizione della collettività».

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