Il Tirreno

Maternity Blues porta un po' di Massa a Venezia

Giulia Stefanini
Fabrizio Cattani (al centro) con Daniele Pecci e Andrea Osvart
◗
Fabrizio Cattani (al centro) con Daniele Pecci e Andrea Osvart

Il film del regista carrarese sarà in concorso al Festival del Cinema: «Ora una pellicola sulle cave»

2 MINUTI DI LETTURA





 MASSA. Ci sarà anche un po' di Massa alla mostra del cinema di Venezia, in programma dal 31 agosto al 10 settembre. Il film "Maternity blues", del regista carrarese Fabrizio Cattani è stato inserito nella sezione Controcampo italiano, dove vengono presentate le nuove linee di tendenza del cinema, insieme a sette lungometraggi. Il film è l'unico ad avere alle spalle una produzione indipendente. Ci aveva creduto sin dall'inizio Fabrizio Cattani ed ha avuto ragione. Il suo film è piaciuto, e molto, al direttore Marco Muller e alla produzione, nonostante un tema difficile. Il film racconta la depressione che può portare una madre ad uccidere il proprio figlio e lo fa descrivendo la storia di quattro donne. Una di queste è Andrea Osvart, legata ad un intenso Daniele Pecci che, dopo il gesto atroce della moglie, decide di rifarsi una vita a Massa, dove è stato girato interamente il film per sei settimane. «C'è grande aspettativa da parte della critica, ha dichiarato Cattani, il comune denominatore dei commenti di chi ha visto il film è stato quello dell'emozione. Spero che la pellicola sia motivo di dibattito e discussione». Il film uscirà nella sale italiane i primi di aprile, ma ci sarà un'anteprima speciale a Massa in autunno. Mentre a Venezia la pellicola sarà proiettata mercoledì 7 settembre. Fandango ha acquistato i diritti per la distribuzione. Il regista Cattani, il direttore di produzione Adolfo Drago, il sindaco Pucci e alcuni esponenti istituzionali - tra cui l'assessore provinciale Lara Venè e il consigliere comunale di maggioranza Laura Mignani - hanno presentato il film nel corso di una conferenza stampa all'Hotel Maremonti. Non a caso: dopo aver soggiornato lì il regista Ermanno Olmi ha vinto il Leone d'oro. Il titolo "Maternity blues" si riferisce alla sindrome post-partum che può colpire le donne, «ma di cui si parla ancora troppo poco» ha detto il regista, che ha spiegato: «esiste un concorso di colpa, per cui chi arriva al gesto estremo lo fa in seguito a situazioni familiari disastrose (rapporti con mariti violenti) o infanzie difficili». Carrarese di nascita, il regista non risente del campanilismo: «ho trovato una bella ospitalità a Massa, posti meravigliosi (tra i preferiti l'interno della Torre Fiat, con il suo sviluppo elicoidale, location dell'ospedale psichiatrico) e cittadini partecipi, molti dei quali hanno fatto da comparse».  «Sono sicuro di fare bella figura grazie a voi», ha commentato il sindaco Roberto Pucci, che ha sottolineato l'importanza del film per la promozione del territorio. Tra i prossimi progetti del regista, due film: uno in Puglia, l'altro al Nord Italia. Ma Cattani non nasconde l'intenzione di girare un film sulle cave, «e questa volta si accontenterebbe sia Massa sia Carrara».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa