Sicurezza
Balneari: Tarsu esagerata, non paghiamo
Fabrizio Palagi
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La spiaggia di Marinella «Supera quella delle spiagge libere, attendiamo risposte dal Comune di Sarzana»
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MARINELLA. «Paghiamo la Tarsu dieci volte di più che le spiagge libere denominate "chioschi", il totale delle quali, peraltro, ha quasi la nostra estensione, ma molti più clienti con conseguente aumento della produzione di rifiuti. Non è giusto e, dato che il Comune non ci sta a sentire, abbiamo firmato un esposto inviato alla Corte dei Conti e alla Procura della Spezia». Lo dice Roberto Galli, presidente dell'Associazione balneatori di Sarzana, titolare del bagno Roma, nonchè ex candidato sindaco leghista nelle amministrative dello scorso anno, rivinte da Massimo Caleo. Galli, assieme ai titolari degli stabilimenti balneari Ambra, Anmi, Brigantino, La Pineta, Margot, Rondine, Soleado, Tritone, Turbina e Zena, e a quelli delle spiagge libere attrezzate, Cavallino, Odessa e Turbina, ha infatti firmato l'esposto riguardante «il forte dislivello tra le tariffe Tarsu applicate a bagni e spiagge libere attrezzate, rispetto a quelle dei chioschi Capannina, Grecale, Kinder Aim, Libeccio, Maestrale e Tramontana e della spiaggia libera Oasi». E Galli precisa: «Il Comune di Sarzana ha aumentato nel 2010 la Tarsu del 20% e successivamente nel 2011 del 15%. Tali aumenti denotano l'incapacità della gestione del ciclo dei rifiuti da parte delle istituzioni che, a causa di ciò, sono costrette a smaltirli fuori provincia con costi sempre più elevati. Il gettito totale della Tarsu pagata dagli stabilimenti balneari dai chioschi e dalle spiagge libere attrezzate è di 80.796 euro. Complessivamente gli stabilimenti balneari più tre spiagge libere attrezzate pagano 78.881 euro. Di contro, i chioschi Maestrale, Grecale, Capannina, Libeccio, Kinder Aim, Tramontana, più la spiaggia libera attrezzata Oasi, pagano in tutto 1.915 euro. I chioschi svolgono la loro attività su un fronte mare di circa 650 metri lineari, contro i circa 960 metri su cui insistono stabilimenti balneari e le tre spiagge libere attrezzate, con l'esclusione della colonia comunale che non paga niente e della Marina Militare per la quale l'ufficio tributi non ci ha comunicato l'importo. La quantità di rifiuti che producono pro quota i chioschi più l'Oasi è nettamente superiore a quella che invece producono pro quota gli stabilimenti balneari. È del tutto evidente che non è tollerabile che, a fronte di una maggiore produzione dei rifiuti da parte di alcuni, si concentri la tassa esclusivamente su chi ne produce in quantità nettamente inferiore con una sperequazione assurda e intollerabile: infatti si passa da una media di circa 4.600 euro per la prima categoria a una ridicola media di circa 360 per gli altri». In base a ciò, Galli afferma che «Per una questione di equità e in base al principio che chi produce rifiuti deve pagarne lo smaltimento, chiediamo che vengano rimodulati gli importi a carico degli stabilimenti balneari e delle spiagge libere attrezzate, con esclusione dell'Oasi, riducendo loro gli importi che dovranno essere caricati sui chioschi, con incluso l'Oasi, in modo che ognuno paghi il giusto in proporzione e a invarianza di gettito». E l'ultimatum finale dei balneari: «In attesa di una risposta del Comune, finora attesa invano, i firmatari dell'esposto non pagheranno quanto richiesto dall'ufficio tributi di Sarzana.
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