Il Tirreno

«Situazione insostenibile»

Il carcere di Massa
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Il carcere di Massa

La protesta degli infermieri del carcere

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 MASSA. La situazione assistenziale nel carcere di Massa si fa ogni giorno più pesante e il personale infermieristico protesta. Lo fa per bocca del Nursind, il sindacato delle professioni infermieristiche. «L'attuale dotazione organica di personale infermieristico nel carcere è di otto infermieri di cui 5 dipendenti dell'Asl di Massa-Carrara e 3 liberi professionisti - scrive il Nursind -. Tale dotazione permette la presenza di 2 infermieri nei turni di mattina e pomeriggio e di 1 solo infermiere la notte. Questa situazione fa sì che gli infermieri dipendenti dell'Asl 1 saltino spesso i propri riposi e gli infermieri libero professionisti debbano lavorare per più di 20 giorni consecutivi senza poter riposare, creando quindi le condizioni di stress psicofisico che si ripercuote sulle prestazioni professionali e sulla salute dei lavoratori infermieri».  In queste condizioni, gli infermieri debbono soddisfare le esigenze assistenziali di 15 pazienti ricoverati in infermeria (almeno 6 in condizioni di non autosufficienza e altri con patologia psichiatrica grave); oltre 100 detenuti che assumono terapia psichiatrica per tre volte il giorno; oltre 30 detenuti che assumono terapie mediche di altro genere; 6 detenuti affetti da hiv; 150 detenuti potenzialmente utenti dei servizi ambulatoriali.  «Nonostante il fatto che la precaria situazione in cui versa il servizio assistenziale sia stata segnalata più volte ai vertici dell'azienda sanitaria di Massa-Carrara, affinchè provvedessero ad aumentare la dotazione organica del personale infermieristico per permettere una migliore organizzazione delle attività assistenziali, da parte dell'azienda non vi sono state risposte organizzative di alcun genere - continua il sindacato -. L'unica risposta, negativa, è stata data nel momento in cui gli infermieri hanno rivendicato il diritto all'indennità di malattie infettive».  E il Nursind conclude: «Se i vertici aziendali, nonché l'amministrazione penitenziaria, non interverranno, ci troveremo costretti ad indire lo stato di agitazione del personale infermieristico operante nel carcere di Massa e portare i vertici aziendali e penitenziari davanti al prefetto a farci spiegare come secondo loro sia possibile garantire un servizio assistenziale adeguato nelle condizioni in cui si trova attualmente il servizio infermieristico del carcere».

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