Il Tirreno

Fontana a secco, cavatori contro Gaia

Mario Martignoni
Rifornimento d’acqua alla fontana delle Canalie
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Rifornimento d’acqua alla fontana delle Canalie

Senz'acqua lo storico rubinetto nella via delle Canalie

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 CARRARA. Fontana a secco: cavatori in lotta, contro Gaia. Motivo del contendere è il fatto che la società che gestisce il servizio idrico da oltre due settimane ha chiuso il rubinetto dell'impianto a monte che porta l'acqua da circa un secolo alla storica fontana che si trova nella via delle Canalie.  Una vera e propria levata di scudi: si annuncia anche il blocco del traffico per le cave se non sarà ripristinata la vecchia fontana.  Proprio quella dove i cavatori che si recano al lavoro nei vari bacini marmiferi, si fermano per fare la scorta di acqua con qualsiasi recipiente, anche con i fiaschi. Alcuni cavatori e i camionisti, la fornitura dell'acqua la fanno anche quando smettono di lavorare e tornano a casa.  Da quando l'erogazione dell'acqua è stata ridotta al minimo, per riempire una bottiglia da un litro e mezzo ci impiegano quattro o cinque minuti e i cavatori, in coda, perdono tempo ad aspettare il loro turno e arrivano al lavoro in ritardo.  Alcuni cavatori hanno telefonato alla direzione di Gaia, ma, purtroppo, hanno fatto soltanto promesse e mai mantenute.  «Ci hanno detto che sarebbero intervenuti - sostengono i cavatori - ma da oltre dieci giorni il rubinetto è chiuso. Se non aprono la fontana passiamo a vie di fatto: blocchiamo tutti i mezzi che transitano su le Canalie per andare alle cave. Anche il Comune dovrebbe intervenire perchè devono capire che l'acqua è di tutti».

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