Il Tirreno

Previsto un incontro per dopo Ferragosto. L’azienda: «Ma la fabbrica deve essere messa in sicurezza»

Eaton, dopo il blitz si tratta

<b>L&#146;INCONTRO.</b> Il sindaco parla con gli operai
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L’INCONTRO. Il sindaco parla con gli operai

Gli operai chiedono agli americani di poter utilizzare parte delle aree

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 MASSA. Restano chiusi i cancelli della Eaton. E ora gli operai aprono una trattativa con la multinazionale americana per poter usufruire almeno di una delle stanze del complesso.  E' scemata, almeno momentaneamente, la tensione che si era venuta a creare di fronte alla fabbrica Eaton dopo il blitz con cui l'azienda è riuscita a interrompere l'occupazione da parte degli ex-operai licenziati.  Gli americani, all'alba di mercoledì, hanno infatti mandato un gruppo di guardie giurate nello stabilmento per far uscire gli operai che tenevano il presidio. La multinazionale ha affermato che la "liberazione" della fabbrica era prevista negli accordi siglati dagli operai in tribunale a fine luglio. Per i legali dei lavoratori e per i sindacati non esisteva alcun accordo del genere.  Per questo i lavoratori "beffati" non mollano. Dopo la prima giornata di trattative - in cui per tutto il giorno si è discusso anche della possibilità di rientrare nella fabbrica con la forza - ieri è stata la giornata dell'attesa. Tramite i propri avvocati e il sindaco Roberto Pucci, i lavoratori hanno infatti fatto pervenire all'azienda la richiesta per avere la possibilità di avere a disposizione almeno la stanza riunioni dello stabilimento chiuso.  E ieri pomeriggio è arrivata una prima risposta. Gli americani - tramite la responsabile della sicurezza Susanne Marston - hanno fatto sapere di essere disposti a discutere sulla concessione della sala. I rappresentanti dell'azienda hanno però precisato che il resto dello stabilimento dovrà restare a loro per essere messo in sicurezza.  L'incontro tra i delegati Eaton e le Rsu dei lavoratori potrebbe avvenire subito dopo Ferragosto.  Il blitz dei giorni scorsi ha messo fine ad un'occupazione della fabbrica che andava avanti dal 6 ottobre scorso. A fine luglio gli operai avevano siglato un accordo in tribunale per ricevere un risarcimento corrispondente allo stipendio di 10 mensilità, in cambio della rinuncia alle cause contro l'azienda. Secondo gli americani quel giorno sarebbe stato firmato anche un accordo sulla "evacuazione" della fabbrica occupata.  Intanto dalla Regione arrivano rassicurazioni sulle trattative per l'acquisto delle aree. A settembre l'iter andrà avanti. Ma ormai tra gli operai c'è poca voglia di credere alle promesse della politica. G.D.

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