Il Tirreno

Rapina alle Poste con sparatoria

Chiara Sillicani
Il capo della Mobile Corcione Accanto, agenti in borghese durante i controlli negli ostelli
◗
Il capo della Mobile Corcione Accanto, agenti in borghese durante i controlli negli ostelli

Colpi di pistola all'impazzata, poi i due banditi fuggono con 10mila euro

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. È mezzogiorno e mezzo e all'ufficio postale di Romagnano i clienti sono in coda. Succede tutto in pochi minuti: colpi di pistola all'impazzata, minacce agli impiegati e poi la corsa verso una vecchia Fiat Uno parcheggiata a pochi metri di distanza. I due rapinatori fanno perdere le loro tracce e lasciano piazza Albania, cuore del paese, nel panico. È l'ora di punta e i dipendenti sono alle prese con raccomandate e prelievi, quando due uomini entrano in ufficio. Non possono passare inosservati perchè si presentano a suon di spari. Entrambi hanno una pistola, ma solo uno di loro punta l'arma verso l'alto, colpisce le pareti e un armadietto. Per i clienti sono momenti di terrore. I due rapinatori hanno tentato di nascondere i tratti del viso indossando un collant, il volto si deforma, ma i lineamenti rimangono ben impressi nella mente di chi si è improvvisamente trovato davanti i due uomini.  Così impressi da poterli riferire, più tardi, agli uomini della squadra mobile che si precipitano sul posto. I due malviventi sono determinati, una sicurezza e decisione la loro che fa pensare a "professionisti", vogliono uscire dall'ufficio postale con il bottino tra le mani. A tutti i costi. Non si accontentano di intimorire: dopo gli spari, corrono verso gli impiegati e puntano la pistola. Non vogliono perdere neanche un secondo: uno dei due scavalca il bancone e stringe il collo di un impiegato, vuole che gli consegni tutto il denaro che ha in cassa. I dipendenti sono terrorizzati, raccolgono i soldi. I rapinatori, malloppo tra le mani, scappano: sono riusciti a portar via 10mila euro. Non perdono un secondo, raggiungono una vecchia Fiat Uno e fuggono. Immediata la telefonata dei dipendenti sconvolti alla Polzia. A Romagnano arrivano gli uomini della Squadra mobile, guidati da Antonio Dulvi Corcione. Scattano posti di blocco, anche oltre Provincia e comicia il lavoro di ricostruzione dei fatti. I testimoni, sotto choc, descrivono i rapinatori, raccontano di persone con l'accento italiano, forse addirittura di queste parti. L'ufficio chiude i battenti e gli agenti si mettono al lavoro anche per capire se gli spari siano partiti solo per intimorire: in un ambiente chiuso, il rischio di colpire un cliente non era certo remoto. All'interno dell'ufficio ieri mattina c'era anche Giorgio Polini, il direttore. Lui non se la sente di parlare, è spaventato e rispetta le indicazioni dell'azienda per cui lavora: «Non sono autorizzato a rilasciare dichiarazioni. Posso solo dire - si lascia sfuggire - che è stata una cosa fulminea ed è andata davvero bene, siamo stati fortunati che non sia successo nulla».  La Polizia sta alle calcagna dei due rapinatori, ieri sera in tarda serata ha fermato un sospettato ed è alla ricerca del complice.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze