Il Tirreno

Al mare? Pochi anche i massesi

<b>PRESIDENTE.</b> Roberto Aliboni alla guida di Riviera Apuana
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PRESIDENTE. Roberto Aliboni alla guida di Riviera Apuana

Aliboni: non vengono più tutti i giorni

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 MARINA DI MASSA. Se il turismo dà segnali di crisi a rimetterci sono tutti gli operatori. Nessuno escluso. È vero però che i balneari il colpo lo hanno sempre accusato meno degli altri: loro contano non soltanto su chi in riva al mare si gode le vacanze, ma anche sui massesi.   Il mare? È per chi può. Le scuole finiscono, i genitori vanno in ferie e anche chi non nuota nell'oro fa qualche sacrificio e si concede il mitico ombrellone. Per tutta la stagione. Beh, adesso la crisi è così forte che anche i massesi ci pensano un po' prima di affittare sdraio e cabina. Parola di Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, l'associazione che riunisce i balneari.   E sotto l'ombrellone ci si stringe un po'. Il primo escamotage per risparmiare è semplice: dove stavamo in quattro possiamo stare anche in otto. Così le famiglie, massesi si accordano e l'ombrellone o la tenda l'affittano insieme, parenti e amici uniscono le forze.  E non è finita perchè al mare non si spende soltanto per garantirsi la comodità dell'ombrellone, ci sono gelati e patatine, bibite e partite a biliardino. E proprio su quello i massesi hanno deciso i tagli più drastici.   Sforbiciata alla spese. Aliboni semplifica il concetto con un esempio: «I massesi non vengono al mare tutti i giorni, decidono di godersi il sole di tanto in tanto. Molti non prendono le cabine, oppure una stessa cabina è divisa da tre o quattro famiglie». Cambia anche la permanenza sulla spiaggia, vige la logica:"Meno tempo rimaniamo, meno spendiamo". «I massesi - Aliboni ricorda il passato - si trattenevano al mare anche un intero giorno, dal mattino fino alla sera e pranzavano nei bar e ristoranti dei bagni, adesso sono pochissime le famiglie che rimangono così a lungo, la maggior parte rientra a casa per pranzo e in questo modo evita di spendere». Insomma anche gli stagionali, quelli che evitavano la vera emorragia di presenze per gli stabilimenti, non sono più una garanzia.Certo - spiega Aliboni - questi sono giorni ottimi: «Ferragosto alle porte, sole e clima impeccabile, contiamo di recuperaree perdite», poi, però, si lascia sfuggire un deciso «È davvero un periodo difficile, il tempo a luglio non ha aiutato, una crisi così - gli sfugge - non si è mai vista». C.S.

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