Italia
Strage di Forno, Napolitano risponde
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ECCIDIO. Unimmagine storica della strage nazifascista di Forno del 13 giugno del 1944 Antonia Vivoli aveva scritto al Presidente: non dimentichiamo
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MASSA. «Non dimentichiamoli mai». Antonia Vivoli, parente di una delle vittime dell'eccidio di Forno scrive al Presidente della Repubblica una lettera-sfogo per chiedere che non cada il silenzio su quella efferrata strage. E Giorgio Napolitano risponde: «Gentile signora Vivoli - scrive il Capo dello Stato - ho ricevuto la sua cortese. Mi ha colpito il dolore con cui lei ricorda a distanza di oltre 50 anni, le strage nazifasciste che colpirono la sua casa e tanti altri luoghi del nostro paese. Spero che possa trovare nei suoi numerosi figli e nipoti, nonostante la perdita di suo marito, e nella vigile presenza della sua anziana madre, il conforto e la serenità che cerca, e con essi continuare l'opera di educazione e formazione alla quale da tanto tempo si è dedicata. La ringrazio infine, anche a nome di mia moglie, per gli auguri che ci rivolge, e che ricambiamo con viva cordialità». Una lettera indignata, quella di Antonia Vivoli, che chiede aiuto per «togliere la polvere addosso alle strage di Forno. Strage di giovani tra i quali mio zio Antonio Balloni ventenne del quale io porto il nome con orgoglio». «È mai possibile - scrive ancora - un silenzio così che fa rabbia? Vergogna; sarei quasi tentata di chiedere aiuto ai cittadini di Sant'Anna, che non si sono mai arresi per rendere giustizia e onore ai loro cari trucidati. Invito i cittadini tutti di smetterla con questo silenzio, di non lasciare come qualche scellerato fa, immondizia al momumento che ricorda la strage. Non basta andare a commemorare il 13 giugno per apparire, bisogna parlarne perchè salti fuori la verità su una strage che sembra qualcuno voglia tenere nascosta».
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