Sicurezza
«Vogliamo una sanità senza poltrone o baronati»
Evangelisti (Idv) respinge l'attacco dell'associazione Frediani
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CARRARA. Fabio Evangelisti segretario regionale dell'Italia dei valori, risponde a Renzo Giusti presidente dell'associazione "Frediani" per la difesa dell'ospedale, il quale ha ricordato ion un suo recente intervento, i politici che furono firmatari di un documento del 2006 che si impegnavano sulla sanità locale. Fra questi Evangelisti, che ora lo invita a marciare uniti, senza polemiche. «Il documento sottoscritto tra i candidati dell'Italia dei Valori alle politiche del 2006 e l'Associazione Frediani - dice Evangelisti - ci siamo impegnati, eletti e non, a difendere il protocollo del 2003. Verissimo». E dice i pratica che non esiste «un solo documento politico, una sola interrogazione parlamentare o regionale in cui un qualsiasi esponente di Italia dei Valori si sia pronunciato contro questo protocollo o abbia disatteso gli impegni assunti a suo tempo». E a proposito di «alcune recenti prese di posizione di Idv in merito all'opportunità della presenza del sindaco Angelo Zubbani alla manifestazione a difesa del presidio ospedaliero di Carrara, ripropongo i punti salienti del documento Idv-Sel sulla sanità apuana di appena qualche giorno fa, con il quale era nostra intenzione dare un respiro e una prospettiva più ampi al dibattitto sulla ristrutturazione complessiva della sanità apuana. Un documento nel quale sosteniamo, infatti, la necessità di realizzare, e potenziare, una "filiera sanitaria" capillare e diffusa sul territorio (dalla prevenzione alla riabilitazione), capace di valorizzare le peculiarità dei nostri cinque presidi ma di invertire quella tendenza che, finora, ha portato al proliferare di poltrone e baronati e, forse, anche all'abnorme debito dell'Asl apuana». In particolare, a proposito del "patto" del 2003, Evangelisti ricorda «che iprevedeva una razionalizzazione dei servizi stessi e dei cosiddetti "doppioni", eppure da quel lontano 2003 ancora niente è stato fatto. Anzi, l'assenza di politiche di indirizzo e, al tempo stesso, la forte attenzione delle logiche partitiche sulla Asl, la scarsa trasparenza dei processi decisionali, hanno avuto come tragico effetto i 300 milioni di debito che, oggi, pesano come un macigno sulle spalle della comunità tutta». Secondo Evangelisti, il miglior modo per tener fede agli accordi presi, «è ripartire da una battaglia anzitutto di trasparenza, partecipazione e legalità: dovranno emergere le responsabilità politiche di chi doveva redigere le politiche di indirizzo, le scelte generali, come quella di investire sulla prevenzione, la distrettualità, la medicina di comunità, piuttosto che sulla moltiplicazione dei primariati, delle dirigenze, dei posti letto, dei macchinari doppi o tripli». E invita Giusti: «Se ci vorrai aiutare ad avere risposte a queste questioni, a delineare una prospettiva di rilancio per tutto il sistema, riusciremo senz'altro a dare, tutti insieme, un contributo concreto alla "rinascita" della sanità apuana. Un rilancio che, a nostro avviso, non può prescindere da una visione complessiva di tutto il territorio della provincia di Massa Carrara, e che è senz'altro miope ridurre, e analizzare, di volta in volta considerando i singoli casi isolati o dando fiato semplicemente alle querelle di campanile».
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