Il Tirreno

Via colabrodo, nessuno la sistema

Alcune delle centinaia di buche sulla via di Campocecina
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Alcune delle centinaia di buche sulla via di Campocecina

Automobilisti: che bel biglietto da visita per il turismo

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 CARRARA. «Sono anni che i nostri politici parlano di turismo, della nostra bellissima terra in una posizione tra mare, colline e montagne, ma nessuno - dice Giuliano Papi - si è adoperato per incrementare il turista. Mi riferisco alla strada comunale per Campocecina. I nostri sindaci, assessori e tutti coloro che ruotano attorno al turismo carrarese, si sono mai resi conto di come è ridotto il fondo stradale con centinaia di buchi anche profondi e ampi? Tutti zitti. Il pericolo è di finirci dentro con l'auto e quando va bene ci rimetti una ruota. Ho avuto vergogna a portare un mio amico medico con la famiglia, che abita a Firenze. Ero arrivato alle capanne Ferrari e volevo tornare indietro. Poi mi sono fatto coraggio e ho continuato. La mia paura era il ritorno». La strada di Campocecina è veramente un percorso di guerra. Con i camion del marmo che transitano ogni giorno, il fondo stradale è a pezzi e non viene sistemato.  Si lamenta anche il consigliere comunale di Castelnuovo Magra, Giancarlo Macchi: «Quando cerchiamo un po' di refrigerio in montagna durante l'estate, quando desideriamo fare un'escursione per i boschi, passare la notte in montagna in un rifugio o fare una colazione al sacco, Campocecina può essere la nostra meta ideale perché vicina e facilmente raggiungibile. E' come una terrazza affacciata sul mare. La gita a Campocecina bisogna però guadagnarsela e sudarla e non per il caldo perché la strada è quasi tutta all'ombra. Il problema è essere abili guidatori capaci di schivare con destrezza le buche insidiose».  «Le buche sono tante davvero e si perde presto il conto, ce ne sono di superficiali di cui ci accorgiamo quando la nostra vettura sobbalza, o profonde dove le ruote affondano comodamente. Le troviamo sia da un lato che dall'altro della carreggiata e danno l'impressione di non essere recenti, ma di essersi consolidate nel tempo. Non c'è traccia di manutenzione, non si vede nulla che faccia pensare anche solo ad un timido tentativo di intervento da parte di qualcuno. E pensare che ci passano tante vetture di gitanti e di turisti e numerosi autocarri diretti alle cave. Mi domando chi abbia il compito della manutenzione di questa strada e perché non la fa. Basterebbe almeno tappare le buche più grosse e metterci delle pezze nei tratti maggiormente colpiti da intemperie e incuria. Le strade sono un biglietto da visita per chi arriva sulle nostre spiaggie o sui nostri monti. Facciamo qualcosa». (M.M.)

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