La manifestazione
«Le portavamo dal prete per l'elemosina»
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PARROCO Don Giuseppe Peretti davanti alla sua casa Gli sfruttatori delle minorenni "scagionano" il parroco di Turano. Soddisfatta la difesa
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MASSA. Un altro step importante nell'inchiesta sulla prostituzione minorile della Procura di Genova. Inchiesta in cui, ad aprile, sono rimasti coinvolti il gelataio Guerrino Della Bona e il parroco di Turano Giuseppe Peretti. Uno step che - ne è convinto il legale del prete - segna un punto "a vantaggio" della difesa, alleggerendo la posizione del religioso. I due sfruttatori romeni, in carcere da febbraio, davanti al giudice Silvia Carpanini, hanno risposto alle domande del pubblico ministero Sabrina Monteverde. Un secondo incidente probatorio, dunque, prima che scadessero i 6 mesi per il ritorno in libertà dei due romeni, una sorta di "incursione" nel processo, in fase di indagini, in cui le prove si cristallizzano come in dibattimento. E se, a chiusura del primo incidente (in cui sono state ascoltate le "accusatrici", due ragazze minorenni), per don Peretti è arrivato l'ordine di scarcerazione, con la revoca dei domiciliari, il nuovo incidente - almeno agli occhi della difesa - ha contribuito ad alleggerire la sua posizione. Gli sfruttatori - così riferisce Giacomo Bugliani, legale di Don Peretti - avrebbero, infatti, ammesso di accompagnare le minori dal parroco «per avere qualche spicciolo di elemosina». Non solo, uno dei due romeni per il sacerdote era un viso noto: «Vedendolo - chiarisce l'avvocato - si è ricordato di lui, quell'uomo per un periodo ha chiesto qualche soldo ai fedeli all'uscita dalla chiesa». Poi Bugliani ricostruisce i momenti salienti dell'incidente probatorio: i due sfruttatori, in un primo momento, non avrebero ricollegato al parroco alcun atteggiamento equivoco, «poi - prosegue il legale - hanno precisato che le due ragazze non si sono mai lamentate per il comportamento del religioso». Si sarebbe quindi delineata - in risposta alle domande del pm - una terza versione dei fatti: gli sfruttatori avrebbero riferito - sempre stando alla ricostruzione del legale - che le ragazzine si dicevano infastidite per l'affettività e gli abbracci di don Peretti. Ma su quell'affettività Bugliani ribadisce a chiare lettere: «I due hanno precisato che le minori non hanno mai fatto riferimento a contatti con le parti intime e - questo è l'elemento centrale nella tesi difensiva - hanno ammesso di accompagnare le ragazze a Turano perchè chiedessero l'elemosina a Don Peretti». E proprio quell'ammissione confermerebbe la tesi difensiva, quella di un sacerdote che accoglie affettuosamente due ragazzine in difficoltà e dà loro qualche spicciolo, almeno per sfamarsi. Per il legale di Don Peretti l'ammissione è un elemento importante. Del resto l'accusa ha giocato già le sue carte più importanti, nei due incidenti probatori: le ragazzine "accusatrici" e i loro sfruttatori. «Tutto quello che poteva emergere a carico del prete - sintetizza il legale - già è emerso, né ci sono riprese o intercettazioni. Adesso Don Peretti potrà dimostrare la sua innocenza». E lo farà a processo, nel caso sia rinviato a giudizio: «per confermare - chiarisce Bugliani - la sua completa estraneità ai fatti». C.S.
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