Finanza
Pontremoli. La giovane donna era stata fermata per strada da Tomoroga mentre andava a lavorare in un agriturismo
Ioan alla moglie: torna o mi uccido
Fabrizio Palagi
Trovato biglietto in casa del rumeno suicida nella caserma dei carabinieri
3 MINUTI DI LETTURA
PONTREMOLI. Spunta una lettera a margine del suicidio in cella del 28enne rumeno Ioan Tomoroga, impiccatosi nella caserma dei carabinieri dove, nella mattinata di domenica scorsa, era detenuto dopo l'arresto per tentato sequestro della giovane moglie. Nel biglietto trovato dagli inquirenti c'è la frase «Se non torni mi uccido» chiaramente indirizzata alla moglie che lo stava lasciando. La lettera è ora al vaglio degli inquirenti. Uno scenario nuovo, dunque, sull'estremo gesto del rumeno, messo in atto attorno alle 11,30 di domenica scorsa, usando la propria maglietta come cappio dopo averla agganciata allo spioncino della cella. Un paio d'ore prima, l'uomo era stato fermato dai carabinieri di Mulazzo mentre litigava per strada con la moglie 21enne, anche lei rumena, che lo stava lasciando. Pare che l'uomo fosse alterato al punto da costringere i militari a condurlo al comando compagnia dove poi è stato arrestato. La giovane moglie lavora in un agriturismo in città e da qualche tempo aveva lasciato Ioan Tomoroga da cui aveva avuto una figlia, attualmente affidata ai genitori di lei, in Romania. La donna si è rifugiata da alcuni conoscenti e non vuole avere contatti con estranei. «È molto scossa - dicono i suoi datori di lavoro, anche loro non in vena di commentare l'accaduto - dato che non immaginava un simile epilogo della loro unione che andava avanti da 5 anni, dato che si è sposata giovanissima, appena 16enne». Anche domenica mattina, quando ha incontrato il marito per strada, la giovane donna andava al lavoro. Ioan Tomoroga invece faceva il muratore. Non aveva certo gradito, Ioan, la separazione da quella ragazza incontrata e poi sposata giovanissima. Il pensiero lo deve aver ossessionato al punto da non farlo dormire la notte. Un fuoco interno che è divampato la mattina di un giorno di festa. Ioan è andato incontro alla moglie dato che conosceva la strada che lei percorreva per raggiungere il lavoro. Forse intendeva riappacificarsi, riprendere con lei quel rapporto ormai incrinato. Ma la moglie, appena avvicinata, non ha voluto saperne. Ed è a questo punto che il 28enne deve aver perso la testa. I carabinieri, avvisati da alcuni residenti i quali avevano udito delle urla provenire dalla zona che costeggia il torrente Verde, pare che abbiano trovato Tomoroga mentre strattonava la moglie. Poi la situazione è degenerata, con il successivo fermo del rumeno. Dalla caserma dei carabinieri, come detto, nessun commento diretto, ma la sensazione che si avverte è qualcosa come: "c'è stato un morto, ma una vita è stata comunque salvata". Inchiesta della Procura. Il procuratore di Massa Carrara, Aldo Giubilaro, raggiunto telefonicamente, così commenta il caso: «L'inchiesta si basa su due punti fermi: il risultato degli esami medici sul cadavere e la condotta dei carabinieri durante il fermo e la detenzione del rumeno, quest'ultima certificata dal nucleo investigativo dei carabinieri. Tale incarico è stato assegnato a uomini dell'Arma e non ad altri Corpi di polizia, solo per non alterare il rapporto di fiducia esistente. Si tratta di personale zelante e questo va riconosciuto. Sono convinto che, in caso di inosservanza delle procedure, nulla verrà omesso. In altre parole, non si saranno eventuali coperture. In tutti i militari regna correttezza e, direi, autoseverità. Comunque leggerò tutta la documentazione con quattro occhi. Sì, in 35 anni di carriera, mi sono capitati casi di suicidi analoghi. Questo non è il primo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
