Il Tirreno

Geotubi, i balneari in esplorazione

Un sub e un geotubo arenato in spiaggia
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Un sub e un geotubo arenato in spiaggia

Hanno ingaggiato un sub per filmare tutto quello che non va

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MARINA DI MASSA. La Provincia lo ha ammesso: qualcosa non va nel tessuto dei geotubi. Del resto i balneari il dubbio che ci fosse qualche problema lo hanno sollevato più volte. Adesso non sono più disposti a perdere tempo. E se le analisi di Palazzo ducale sollevano perplessità, loro si affidano alla logica di "San Tommsao" e immergono il naso sott'acqua. Non una controanalisi vera e propria perchè gli strumenti per una ricarca così sofisticata non li hanno, ma, senza dubbio un tentativo di fotografare la realtà - come sottolinea Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana, l'associazione che riunisce titolari e gestori di stabilimenti.  Una fotografia fatta però con dispendio di mezzi ed energia, insomma gli uomoni del mare hanno voluto fare le cose in grande. Così si sono affidati ad un sub esperto e sono partiti in esplorazione. Hanno fatto tappa a 4 dei 7 geotubi già collocati e il subacqueo, telecamera alla mano, ha ripreso tutto quello che non va.  «Nei giorni scorsi un gruppo di balneari - racconta Gazzoli - è uscito in mare su un'imbarcazione e ha fatto sosta in prossimità dei geotubi, il subacqueo che li accompagnava - ci tiene a precisarlo - ha percorso il sacco per tutta la sua lunghezza, dalla riva al mare aperto, filmando ogni dettaglio». A dire come stanno le cose ora saranno i video e i fermo immagine, anche se qualche problema è gia emerso: «In tanti punti - sintetizza il vicepresidente Gazzoli - i sacchi che contenavano sabbia non ci sono più, si sono rotti, il materiale è fuoriuscito e sul fondale è rimasta la tela vuota». Del resto che qualche ritocco fosse necessario lo aveva ammesso anche il professor Enzo Pranzini, dell'università di Firenze, durante una conferenza stampa ad inizio estate. E lo ha riconfermato un paio di giorni fa. Contattato telefoniamente, ha spiegato che «in alcuni punti la sabbia si è mossa all'interno del geotubo, migrando verso la costa e creando una sorta di cresta sul sacco», vicino alla battigia.  I balneari, però, vogliono capirne di più. Certo - ammette Gazzoli - le competenze tecniche non le hanno e si affidano a chi nella materia è competente, ma puntano ad evidenziare, grazie ai video, tutto quello che non va, nella speranza di individuare la soluzione.  Ora non rimane che aspettare le controanalisi dei tecnici della Provincia sul tessuto, poi la vera sfida sarà capire quanto un'eventuale non conformità del materiale (rispetto a quanto previsto nel capitolato) possa aver inciso o possa incidere sul buon funzionamento dei geotubi.

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