Finanza
L'ecologia? È sotto l'ombrellone
Chiara Sillicani
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NIENTE PLASTICA. Una cliente del bagno Oliviero sorseggia acqua del rubinetto. Nella foto accanto i titolari Matteo Campatelli e la moglie Giuditta Sborgi Oliviero premiato da Legambiente: raccolta differenziata e ristorante bio
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MARINA DI MASSA. Pensi ad uno stabilimento balneare e nella mente ti si imprimono immagini ferragostane: ombrelloni, sdraio, afa e partite a carte. Ma se fai un salto all'Oliviero, a Poveromo, beh, l'associazione di idee è tutt'altra: ristorante bio, acqua "del sindaco" a gogò, pannelli solari e acquisti equi e solidali. Un bagno così ecologico da essersi meritato il plauso di Legambiente. L'associazione ha certificato lo stabilimento, lo ha etichettato come una eccellenza a livello italiano. Unico bagno, insieme al Garibaldi di Finale Ligure. E questo perché l'Olivero si è fatto trovare con tutte le carte in regola, perfettamente in linea con le prescrizioni dell'associazione. Così quando Legambiente turismo ha passato in rassegna le strutture ricettive, ha assegnato la certificazione anche allo stabilimento apuano. Matteo Campatelli e la moglie Giuditta Sborgi hanno fatto del loro bagno un'isola ecologica. Rifiuti zero. Dalla battigia alla veranda decine di cestini colorati, con tanto di cartello esplicativo: la raccolta differenziata è un must. E i clienti "obbediscono", «soprattutto i più piccoli - garantisce Matteo - loro sono ricettivi al massimo, spesso vengono a cercarmi, vogliono sapere qual è il cestino giusto». Ma la vera sfida è un'altra: ridurre la produzione di rifiuti, allora via al riciclo di tappi di sughero e addio bottigliette in plastica, si beve l'acqua del rubinetto. Tutti alla "cannella". Se, dopo un'ora alla conquista della tintarella, la sete ti vince, non hai bisogno di monete. Sali al bar, e proprio a lato del bancone, trovi un rubinetto, con tanto di riduttore di flusso, «per evitare sprechi». Prendi un bicchiere, ti dissetti, poi lo lasci sul bancone. «E sia chiaro - continua Matteo - il bicchiere non è usa e getta, viene lavato - con detersivi rigorosamente concentrati - e quindi riutilizzato». Risparmio di acqua e di energia anche alle docce: riduttore di flusso e pannelli termici. E le lampadine? A basso consumo energetico. Certificazione anche al ristorante. Ma rispettare l'ambiente significa anche ridurre le emissioni legate al trasporto. La soluzione? Puntare sui prodotti biologici e a chilometri zero: «Compriamo la frutta e la verdura - raccontano i titolari - da un produttore locale, del Bagaglione». Così anche il ristorante si è conquistato una certificazione, dall'istituto mediterraneo certificazioni. E non è un caso che Giuditta sia anche presidentessa dei Gas (gruppi di acquisto solidale). Ma le compere eque hanno conquistato tutto il bagno. Chi vuole gustarsi prodotti locali o provenienti da aziende bio, scrive il suo nome in bacheca e ogni sabato, con una spesa di sei euro, si assicura un sacchetto di frutta e verdura. E chi lo desidera, può mettersi in lista anche per comprare formaggio direttamente dal caseificio. Solidarietà e vantaggi per i donatori. Non solo ecologia, ma anche solidarietà. Se hai donato sangue, all'Oliviero ti gusti un pranzo senza spendere un centesimo. Poi ci sono le iniziative rivolte alle associazioni senza scopo di lucro, da quella di Nonno Luigi che aiuta i bimbi kenioti, alle adozioni a distanza. Presto il bagno diventerà la "famiglia" di un bambino africano: i clienti versano una quota e diventano genitori. E se non vi piace, provate altro? E se ai clienti - che spendono 1700 euro a stagione per sdraio e ombrellone - il bagno non piacesse? Possono sempre mettersi in lista per trascorrere una giornata in un altro stabilimento, al Sara. Provi e confronti. Massima apertura, per per un turismo ecologico e solidale, certificato da Legambiente.
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