Sicurezza
La legge e la beffa: se compri labitazione come unica dimora, però non hai la residenza, niente esenzione
Prima casa ma ci paghi l'Ici: proteste
Cinzia Carpita
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Il palazzo municipale e una veduta delle abitazioni di Marina Giovane coppia: è un'ingiustizia. Ma deve versare 250 euro per il 2009
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CARRARA. Proteste per l'Ici da pagare se si è acquistata la casa ma non si ha ancora la residenza. Il regolamento comunale recepisce la finanziaria 2007 a proposito di "abitazione principale" e residenza, ma gli avvisi di accertamento del Comune che stanno arrivando a molti cittadini, suscitano reazioni negative, come nel caso di una giovane coppia con una sola dimora: 250 euro d'imposta relativa al 2009. Sono 90 euro più 35 di sanzione a testa, perché l'ente locale ha applicato l'aliquota ordinaria del 7 per mille calcolando circa 5 mesi fra l'acquisto della casa e l'attestazione della residenza. Come fosse una seconda casa: invece è l'unica che hanno, tanto che per il 2010 (e in futuro) non verrà loro richiesta l'Ici perché da gennaio dello scorso anno hanno la residenza. «Il regolamento comunale è così, come in altre città. Bisogna vedere - dicono negli uffici preposti - se altrove fanno tutti i controlli che facciamo noi. Molti cittadini non conoscono le normative, pensano, avendo solo una casa, di essere esenti dall'Ici, ma in certi casi, come questo, non è così». Magra consolazione per la giovane coppia, Valentina Mazzanti e Alessandro Quattrocolo, che abitano in una palazzina a Marina. E che parlano di «grossa ingiustizia», e non vogliono entrare nel novero dei cosiddetti "furbetti" che evadono le tasse. Erano roprio convinti di non dover pagare l'Ici, anche perché un notaio avrebbe detto loro che avevano diciotto mesi di tempo per prendere la residenza. «Siamo una coppia giovane che ha comprato a fine luglio del 2009 con sacrifici un appartamentino di 65 mq (quindi anche se per noi è bellissima non è una reggia"). I lavori dovevano essere ancora ultimati e la casa doveva essere arredata. Dicembre 2009: finalmente riusciamo ad entrare in casa e chiedere la residenza, verificata da un pubblico ufficiale a gennaio 2010. Il notaio al momento dell'atto ci ha sottolineato che avevamo diciotto mesi per chiedere la residenza ed usufruire così delle "agevolazioni prima casa"». In realtà le agevolazioni valgono con l'Agenzia delle Entrate e con le banche in caso di mutuo. Non per l'Ici. Però la coppia riteneva di essere in regola, invece ha scoperto con amarezza che «bisogna pagare l'Ici per i mesi che passano dall'acquisto alla residenza, e il Comune applica oltretutto l'aliquota per la seconda casa». All'ufficio Ici dicono che è un'aliquota ordinaria, non collegabile alla seconda casa, ma di fatto è comunque il 7 per mille. Per chi deve pagara, poco cambia. «Sembra un'enorme ingiustizia. - si sfoga la coppia - Come posso prendere una residenza in una casa in costruzione o sprovvista di mobili e sanitari? Come può l'ufficiale giudiziario appurare l'effettiva residenza?». In effetti finché non ci sono il letto e la cucina, non viene riconosciuta. Chi acquista una casa in costruzione dovrebbe cercare quindi di essere super veloce: comperarla, arredarla, prendere la residenza in un battibaleno, per avere subito una "prima casa" su cui non gravi l'Ici, abbattendo l'intertempo che la impone. Facile a dirsi. Chi non è informato, e pare siano in tanti, incorre nelle multe dopo gli accertamenti del Comune che riceve dal Catasto di Massa i dati sulle nuove case, in cui la gente va ad abitare. E poi c'è anche la beffa (legale). Mentre nel caso specifico, succede che una "prima casa" sia soggetta a Ici per un certo periodo (e come per la coppia in questione, c'è da versare l'imposta sugli immobili, di alcuni mesi), accade che spuntano "prime case" ad hoc, esenti da subito: negli ultimi due anni al Comune sono stati registrati numerosi trasferimenti di mariti o di mogli che hanno singolarmente preso la residenza nel nostro territorio, mentre l'altro coniuge ha mantenuto la residenza in altra città, ad esempio nel Milanese o nel Parmense: risultato, ci sono due prime case, una qui e una al nord, la coppia lavora altrove ma passa anche lunghi periodi di vacanza sul nostro litorale, e in entrambe le città di riferimento non è tenuta a pagare l'Ici. Perché non ha seconde case.
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