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Il futuro di Cermec? Un socio privato

<b>AREA.</b> I capannoni Sindial in zona industriale a poca distanza dall&#146;impianto Cermec
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AREA. I capannoni Sindial in zona industriale a poca distanza dall’impianto Cermec

La proposta del Pdl: apriamo un tavolo con Eni per un progetto nell'area Syndial

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 MASSA. Il Pdl non ha dubbi: Cermec deve imboccare la strada della privatizzazione e deve farlo individuando un socio «affidabile». Così, durante una conferenza stampa, si fa spazio l'ipotesi Eni. A fare il nome del colosso dell'energia è Giuseppe Lieti.  Durante una conferenza stampa si parla, infatti, di «un'area (la Syndial, poco distante dal Cermec ndr) in fase di bonifica che appartiene ad una nota società che fa della produzione e ricerca delle fonti energetiche il suo core-business». E il riferimento alla Eni è più che esplicito. Bene, il Pdl propone di aprire un tavolo con la società per non farsi trovare impreparati di fronte alla sfida Ato, l'area vasta dei rifiuti. «Il futuro - spiega Ludovico Andreazzini, segretario comunale - è all'interno dell' Ato di costa e nel gestore unico». E per raccogliere la sfida, Cermec deve - nella parole di Andreazzini - liberarsi del fardello dei debiti e ridelinearsi come soggetto unico, dalla raccolta dei rifiuti alla chiusura del ciclo». Un progetto che passa attraverso la fusione di Asmiu e Amia, le "municipalizzate" che si occupano della raccolta a Massa e Carrara. Un grande player - come si dice in economia - in grado di reggere il mercato e di proporsi come gestore in area vasta. «Perchè - ribadiscono Lieti e Andreazzini - se il porta a porta è strada da percorrere, più si differenzia, più si riduce il lavoro, e quindi il guadagno, per Cermec». All'interno dell'Ato il nuovo soggetto dovrà puntare ad ottenere rifiuti anche da fuori provincia. Un colosso che - proseguono gli esponenti del Pdl - «non può essere realizzato solo dal pubblico. Serve un socio che, attraverso un project financing, investa capitale e sia in grado di vendere servizi e prestare la sua opera anche in altri comuni». Rimane un aspetto che non è di dettaglio: che ne facciamo dei debiti? «Creiamo, sul modello Parmalat e Alitalia, una bad company», una società - detto in parole povere - che si addossa tutti gli errori del Cermec e che potrebbe uscire dai guai «grazie al sostegno delle istituzioni, quella regionale in primis». Ma accanto al Cermec "cattivo", sorgerebbe - questa l'ipotesi Pdl - il Cermec "buono", la new co, il nuovo grande soggetto che dovrebbe raccogliere e smaltire rifiuti, chiudendo il ciclo. Il presupposto del modello è che per il Pdl - portavoce dell'idea si è fatto Stefano Benedetti - il concordato preventivo Cermec non possa ottenerlo dal Tribunale: «Non è un imprenditore commerciale - prosegue Benedetti - la soluzione è la liquidazione coatta e la creazione della bad e della new company». Un'ipotesi su il consigliere chiama al confronto: «Non ho sentito esprimersi su Cermec l'assessore alle finanze Volpi cui riconosco grande autorevolezza e - chiude con un commento politico - non condivido l'attacco strumentale del Pd a Bosetti. È stato lui ad individuare grandi errori». C.S.

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