Il Tirreno

Centro chiuso, negozianti in guerra

Chiara Sillicani
<b>POLEMICHE.</b> Il palco montato in piazza Betti
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POLEMICHE. Il palco montato in piazza Betti

Palco in piazza Betti ma pochi show, commercianti infuriati

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 MARINA DI MASSA. Il palco in piazza Betti fa il miracolo: ricompone il fronte dei commercianti. Si sono divisi su orari e regole della zona a traffico limitato, ma su quel palco la vedono tutti allo stesso modo. Non solo inutile «perchè di spettacoli se ne vedono pochi», ma addirittura dannoso: occupa spazio - spiegano - e soprattutto posti auto. Risultato? «I pochi turisti rimasti si riversano nei comuni vicini». E non solo in quelli versiliesi, ora anche i cugini carraresi guadagnano punti su di noi. Il palco c'è, ma gli spettacoli no. Così i commercianti marinelli - una trentina in totale - scrivono al sindaco. «Il palco - mettono nero su bianco le loro rimostranze - sottrae posti auto a moto e auto». Una sessantina in totale, secondo i loro calcoli. E - i negozianti non hanno dubbi - la situazione peggiora quando nel weekend viene chiusa la piazza: altra sforbiciata ai posteggi e traffico in tilt. «Con la chiusura - scrivono - scompaiono altri 100 posti auto e una cinquantina destinati alle moto, salta la corsa dell'autobus da e per Marina. Gli automobilisti vengono dirottati verso Lungobrugiano, una strada a senso unico e si crea il tappo». Disagi, quindi, che sarebbero ben accetti se sul palco si esibissero nomi noti o gruppi teatrali di spicco, ma - mettono i puntini sulle "i" i negozianti - le cose non vanno proprio così e «per due canzonette di Cristina D'Avena - bofonchia qualcuno - Marina è in affanno».   E il turista se ne va. Perchè se i parcheggi sono pochi, i clienti latitano, e addio affari: «Il lato mare della piazza è transennato», parcheggiare l'auto è un'impresa «e sul palco c'è il vuoto assoluto, quasi una presa in giro - tirano le somme i negozianti - per massesi e turisti». Che preferiscono migrare verso altri lidi perchè Marina - e la critica si accende - «è noiosa, sonnolenta». Così sonnolenta che «noi, cittadini proviamo vergogna ad ammettere di essere massesi, considerati di serie B rispetto ai nostri vicini che - ecco la stoccata a Palazzo civico - non hanno più capacità di noi, ma una migliore amministrazione del territorio».   «Lasciate fare a noi». Il concetto è chiaro e senza mezzi termini. Ma i 30 esercenti - e tutta la categoria è rappresentata, dal ristoratore al farmacista - non si fermano alle critiche e imboccano la via della concretezza: «Ci rivolgiamo a lei sindaco affinchè stoppi il responsabile della creazione del palco». Poi arriva la richiesta prioritaria: riapertura della piazza «affinchè ne gioisca la popolazione e non ne soffrano più le nostre attività». Se così sarà - proseguono i commercianti - sapremo fare la nostra parte: se l'amministrazione i soldi per gli spettacoli non li ha, loro - e lo mettono nero su bianco - sapranno comunque richiamare e divertire cittadini e turisti. Con iniziative così ben fatte che «chi sceglierà di venire da queste parti davvero non se ne dimenticherà».

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