Il Tirreno

Tuffo antiaste, i balneari dicono no

Chiara Sillicani
<b>IL LITORALE.</b> Uno stabilimento balneare in una foto d&#146;archivio
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IL LITORALE. Uno stabilimento balneare in una foto d’archivio

Migliaia in acqua contro la Bolkestein, Riviera Apuana non ci sta

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 MARINA DI MASSA. Qualcosa a metà strada tra il tanto di moda flash mob e la protesta. Decine di bagnanti - addirittura migliaia nelle intenzioni degli organizzatori - che corrono lungo la spiaggia, fino alla battigia. Poi uno splash simultaneo, tutti in acqua, da Marina di Carrara al grossetano. Per dire no alla Bolkestein, la direttiva europea che introduce le aste anche per le concessioni demaniali. Un'idea targata Versilia che dalle nostre parti è piaciuta poco.  L'iniziativa. Così oggi pomeriggio, quando scatterà l'ora x, alle 16,30 in punto, sul litorale apuano saranno davvero pochi i bagnanti che correranno verso la battigia. Perchè a Riviera Apuana, l'associazione che riunisce i gestori e i titolari di stabilimenti lungo il nostro litolare, l'idea del mega tuffo proprio non va giù.  A promuoverla sono stati i colleghi viareggini che, prendendo le distanze dai sindacati di categoria e abbandonando la via istituzionale, hanno giocato la carta cliente, coinvolgendo tutti coloro che al mare trascorrono vacanze e pomeriggi di relax. L'idea i versiliesi l'hanno mutuata da un'iniziativa del 2007: centinaia di persone che si tuffano contemporaneamente. Ma allora lo scopo era divertirsi e finire tra i Guinness dei primati. Loro, per oggi pomeriggio, le cose le hanno fatte in grande, con tanto di aereo che sorvola il litorale. Eppure non sono riusciti a coinvolgere i cugini apuani.  Ma Marina di Massa non ci sta. La posizione di Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, è sempre stata chiara: niente proteste di piazza contro le aste, ma un percorso decisionale condiviso nelle sedi istituzionali. Tanto che, in occasione di incontri con i collghi di altre zone, si era beccato anche qualche fischio. Ma le critiche non gli hanno fatto cambiare idea: «Io da balneare posso condividere la protesta perchè riconosco che la mia è una categoria che al turismo dà tantissimo, potrei dire - aggiuge - dà tutto. Ma perché - ecco la provocazione - dovrebbe condividerla anche il cliente? Chiedere la sua solidarietà non è cosa scontata. Se, a seguito dell'asta, qualcuno subentrasse a me nella gestione dello stabilimento, non credo che il cliente si sentirebbe "derubato" come potrei, invece, sentirmi io».  Il concetto lo ha chiarito anche Stefano Gazzoli, vicepresidente dell'associazione balneare. Durante una conferenza per presentare il nuovo questionario rivolto ai turisti, ha chiarito: «Riviera Apuana non aderisce all'iniziativa, ma l'ha comunicata ai propri iscritti. Noi abbiamo preferito realizzare una locandina in cui spieghiamo la nostra contrarietà alla direttiva Bolkestein».  Così quella che per i versiliesi è una protesta organizzata, a Massa diventa puro folclore. E chi si tuffa oggi pomeriggio lo fa solo per una bella rinfrescata.

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