La manifestazione
Danni del maltempo. Occorrono 10 milioni per riparare argini e strade dopo le piogge torrenziali di autunno
Alluvioni e frane, sos di Simoncini a Barani
Gianluca Uberti
◗
Straripamento del Magra nella zona di Aulla La richiesta ai parlamentari locali: far escludere Aulla dal Patto di stabilità
2 MINUTI DI LETTURA
AULLA. Le risorse impiegate da Province e Comuni per far fronte ai danni provocati da piogge torrenziali e da eventi calamitosi, concorrono allo sforamento del Patto di stabilità. Ma ora c'è chi si erge a sostegno di una proposta di legge per fare sì che le risorse impiegate in tal senso siano escluse dal calcolo del saldo finanziario ai fini del Patto di stabilità interno per il triennio 2011/13. È il sindaco Roberto Simoncini a promuovere l'iniziativa (Aulla ha avuto danni per 10 milioni di euro) che deve essere firmata da 50mila cittadini oppure portata in Parlamento da deputati o senatori per diventare proposta di legge. È evidente che la prima strada è difficilmente percorribile, quindi il primo cittadino aullese lancia un appello ai parlamentari eletti localmente: il senatore Andrea Rigoni (Pd) e i deputati Fabio Evangelisti (Idv) e Lucio Barani (Pdl). Chissà come reagirà all'appello l'ex alleato di Simoncini nel consiglio comunale aullese fino al 2007 (parliamo di Lucio Barani) e del quale Simoncini era il "delfino". In attesa di reazioni, ecco i passaggi salienti del documento a sostegno della proposta di legge in questione: «Proprio in questi anni si sono verificati sul territorio italiano eventi sismici e fenomeni calamitosi insostenibili, piogge torrenziali devastanti, pesanti esondazioni dei corsi d'acqua ed eventi alluvionali di portata incalcolabile, che hanno provocato danni ingenti al patrimonio immobiliare pubblico e privato, costretto numerose famiglie a evacuare e messo in crisi realtà imprenditoriali, artigianali ed economiche già fortemente provate dalla grave congiuntura che sta attraversando il Paese. Gli sforzi delle istituzioni pubbliche e dei Comuni in particolare si sono concentrati nella ricerca di soluzioni immediate per tamponare l'emergenza, che richiedono, tuttavia, l'impegno ancora più urgente e rilevante di risorse finanziarie difficili da reperire e che, se acquisite, mettono i Comuni a grave rischio di essere sanzionati per il mancato rispetto del Patto di stabilità interno. Per questo, abbiamo l'obbligo di fare rilevare la necessità e l'urgenza di un intervento legislativo che ripristini la possibilità di intervenire fattivamente e tempestivamente per rispondere ai bisogni delle comunità che siamo chiamati ad amministrare. È ormai indispensabile che ci venga riconosciuta la legittimità di autorizzare e, conseguentemente, pagare gli interventi di rimessa in pristino del patrimonio, di messa a norma degli immobili e delle infrastrutture, di dare sostegno all'economia e risposte alle prime necessità dei cittadini colpiti da eventi tragici che, essendo imprevisti e imprevedibili, non possono essere né pianificati né tantomeno programmati, come impongono le regole del patto di stabilità».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
