Il Tirreno

Malata a scuola, cameriera la sera

Fabrizio Palagi
Malata a scuola, cameriera la sera

Denunciata per truffa 56enne impiegata nella segreteria di un istituto

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PONTREMOLI. Ufficialmente assente dal lavoro a causa di una lunga convalescenza, viene pizzicata dai carabinieri mentre lavora nel bar ristorante della figlia: così, per una 56enne del comprensorio, impiegata nella segreteria di un istituto scolastico della zona, scatta una pesante denuncia per truffa aggravata per il conseguimento di erogazione pubblica. Un reato che, se comprovato, comporta una pena che va da uno a 6 anni di reclusione, il tutto relativo all'articolo 640 bis recentemente istituito.

La donna in questione era da tempo tenuta d'occhio dai carabinieri dopo che, in tempi diversi, aveva ottenuto consistenti periodi di assenza giustificata dal lavoro, causa motivi di salute: l'impiegata avebbe usufruito di certificati medici in tutto ammontanti a 120 giorni. Circa 4 mesi di assenza dal lavoro, dunque, per potersi rimettere in sesto dopo un periodo di una non meglio identificata malattia. Aldilà del sacrosanto diritto di restare a casa per motivi di salute, in casi simili ci sarebbe anche il dovere di osservare quanto prescritto dai sanitari (e quindi riposarsi), oltre rispettare le clausole del contratto di lavoro che impongono di non svolgere attività extra aziendali.

Usando sempre il condizionale, pare che l'impiegata, nel periodo inverno-primavera di quest'anno, abbia appunto svolto mansioni lavorative mentre era in malattia. Lo certificherebbero i rapporti dei carabinieri del comando compagnia di Pontremoli che, a più riprese e coadiuvati da colleghi delle stazioni di Mulazzo e Avenza, avrebbero pizzicato la donna mentre era intenta a servire al bar oppure a lavorare nella cucina del ristorante intestato alla figlia.

Infatti alcuni militari del comando compagnia, con l'ausilio di un sottufficiale donna, si sono finti turisti in cerca di buona tavola all'italiana, facendo così visita a più riprese al locale in cui lavorava la "ammalata", trovandola puntualmente dietro il bancone o in cucina, intenta a servire clienti oppure a dare una mano in cucina. Ciò è bastato ad avviare la procedura per poi far scattare la denuncia, appunto per truffa aggravata. Tornando ai lungi periodi di convalescenza usufruiti dalla impiegata (aveva un contratto annuale), è emerso che ne aveva collezionati ben tre: due di 15 giorni ognuno e l'ultimo, il più consistente, di ben 90 giorni.

Sta di fatto che nella segreteria della scuola dove era stata assegnata, nel corso del trascorso anno scolastico la donna accusata di truffa è stata vista ben poco, avvalorando la tesi (semprechè vengano pienamente dimostrate la sua responsabilità) del ministro Brunetta che ha dato battaglia a incalliti fannulloni o reiterati assenteisti.

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