Finanza
«Lunedì si riapre»
Cinzia Carpita
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Sabrina Corsi sul luogo del rogo Sabrina Corsi: il rogo non ferma la Sei
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CARRARA. «Il perito della nostra assicurazione ha fatto il sopralluogo, è stato un incendio accidentale. Ora dobbiamo fare l'inventario dei danni, che sono ingenti, ma abbiamo salvato macchinari da inviare in Turchia e in India. Lunedì saremo tutti di nuovo al lavoro. Siamo una bella squadra, ci rimbocchiamo le maniche e si riparte». E' battagliera Sabrina Corsi presidente del Consorzio Carrara Export, che con il padre Andrea e la madre lavora alla Sei, Società elettrotecnica italiana leader nel settore della progettazione e costruzione di macchinari per la linea resinature per marmo e granito. Una famiglia che ha una storia di grande imprenditoria, e che non si è lasciata abbattere dal rogo che mercoledì ha devastato il capannone (su 3mila metri quadrati) situato nell'area Asi, in viale Zaccagna, fra altre aziende del settore lapideo e della nautica. Una famiglia molto conosciuta e stimata, tanto che sono state numerose le attestazioni di vicinanza per quanto accaduto: da parte del sindaco Zubbani che si è recato sul posto come anche Luca Ragoni presidente del consiglio comunale; da parte del direttore di Assindustria Balestri, del direttore della Imm Mazzanti e vari imprenditori. «Li voglio ringraziare». L'incendio ha divorato il capannone e quello che c'era dentro, e i vigili del fuoco con squadre da Massa, Carrara e Aulla hanno dovuto lavorare con gli idranti dal tardo pomeriggio fino alla mezzanotte di mercoledì, poi ieri mattina sono tornati per un ulteriore controllo. Un incendio che pare ormai assodato essere stato originato da cause del tutto accidentali. «Sono bruciati gli impianti elettrici, e i quadri di comando, danneggiato anche il magazzino - dice Sabrina Corsi - ma le parti meccaniche di alcuni macchinari per l'estero si sono salvate, così, anche se in ritardo sui tempi di consegna, potremo spedirli in India e in Turchia. Il sindaco e tutte le altre persone che ci sono state vicine dopo quanto accaduto, ci hanno dato un bel sostegno.... e poi io, guardo la parte di azienda che è rimasta intera, non guardo quella bruciata». La Sei ha quindici dipendenti: «Non pensano solo al posto di lavoro (che l'incendio non ha messo assolutamente in pericolo), si sentono parte integrante dell'azienda come in una famiglia, - aggiunge l'imprenditrice - sono un tutt'uno con noi e c'è fra tutti una grande condivisione». Gli uffici della Sei sono affumicati, ma lunedì saranno comunque in piena attività. L'odore acre dell'incendio lascia solo un brutto ricordo del rogo. «Bonifichiamo tutto, ma non ci sono pericoli ambientali. Insomma ripuliamo e si riparte».
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