Il Tirreno

La vita "impossibile" dei vicini di Fermet

Lavorazioni nella sede Fermet di via Aurelia Ovest
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Lavorazioni nella sede Fermet di via Aurelia Ovest

«Rumori insopportabili e sporco: qui non si resiste»

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 MASSA. «Qui non si vive più. Da quando Fermet ha spostato qui parte delle sue lavorazioni, è un inferno». Protestano le famiglie di via Aurelia Ovest che hanno casa vicino alla sede (una delle sedi) dell'azienda di trasformazione di rifiuti ferrosi guidata da Alberto Ricciardi.  Il fatto è che Fermet, dopo lo "sfratto" dell'area di Casellotto e in attesa di avere «a regime» il nuovo "super centro" dell'ex Italcementi, ha spostato una parte delle sue lavorazioni nella sede di via Aurelia Ovest. Una decisione adottata per assicurare la continuità produttiva dell'azienda, che si scontra però con il diritto alla quiete (e anche alla pulizia) delle abitazioni vicine.  Soprattutto di quella della famiglia Ricci, separata solo da un muro dalle ruspe di Fermet che spostano e stritolano rottami di ferro, generando un clangore - dicono gli abitanti - insopportabile. «Il livello di rumore è altissimo. Sui davanzali e sui vetri si posa di continuo una polvere ferrosa e sporca, ogni tanto salgono anche cattivi odori», denuncia il signor Felice Ricci.  Di poco migliore la situazione per altre abitazioni che si trovano nelle vicinanze. I cittadini "penalizzati" dalla Fermet dicono di avere già segnalto il problema a vigili urbani e Arpat. Finora senza risultati.

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