Il dolore
I Democratici un po delusi per lesito del confronto sulle scelte urbanistiche
Il Pd ri-boccia il Piano strutturale
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Uno dei progetti per larea di Riva dei Ronchi «Non c'è sviluppo della città, si doveva cambiare di più»
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MASSA. Poco o per niente soddisfatto dell'esito del confronto Regione-Provincia-Comune sul Piano strutturale, il Pd tiene alta la guardia sulle scelte urbanistiche della città, contesta ancora la "filosofia" del Piano - «senza respiro, senza un'idea di sviluppo» - e motiva la sua astensione come «una sospensione di giudizio». Sono il capogruppo in consiglio Uilian Berti e il segretario comunale Cesare Ugolotti a ribadire la linea dei Democratici. «Intanto - esordisce Berti - è preoccupante come in aula la maggioranza abbia voluto comprimere il dibattito su un tema tanto importante come questo. La "paritetica", con le sue richieste di modifica, chiede in sostanza la riapertura del confronto sulle scelte urbanistiche e la votazione sulla delibera poteva essere un'occasione per avviarla...». Vero è che, in aula, il gruppo Pd non si è certo impegnato allo spasimo per chiedere la parola (è intervenuto solo Fabrizio Panesi) e neanche per evitare di veder "cassati" dalla presidente di turno Laura Mignani i suoi emendamenti perchè presentati oltre il tempo limite. «Però un po' di elasticità in più non avrebbe guastato, certo, i regolamenti vanno rispettati, ma aldilà di questo episodio, la maggioranza ha mostrato sempre arroganza nella conduzione del consiglio», dice Ugolotti. Quanto poi al fatto che a una dichiarata opposizione al documento elaborato dal Comune, il gruppo ha deciso poi di astenersi (e non di votare no), Ugolotti spiega: «È una sospensione di giudizio. Aspettiamo di vedere come l'amministrazione darà corso agli impegni che si è assunta, ripresenteremo le nostre osservazioni a quelle parti di Piano strutturale che devono essere riviste e prenderemo le nostre decisioni». Nella partita sull'urbanistica, il Pd ha incassato lo stop alle varianti su ex colonie e Ronchi considerate «un favore agli immobiliaristi», ma chiedeva di più. Tra i punti in discussione c'era il "dimensionamento" del Piano (cioè quante case in più si potranno costruire in base a previsioni sulla dinamica sociale e della popolazione). Dal confronto con Regione e Provincia è emerso che il dimensionamento non dovrà essere necessariamente rivisto (dovranno solo essere fatti approfondimenti di natura tecnica). Una vittoria per Pucci, commehta qualcuno. Di sicuro non quello che voleva il Pd. «Secondo noi anche questo aspetto doveva essere sottoposot a riadozione, tanto il rallentamento c'è già stato e ci sarà», commenta Ugolotti. Ma il Pd contesta anche sulle "operazioni" Ikea & C. «Una bufala del sindaco: per accogliere i marchi della grande distribuzione no food occorrono piani attuativi, se ne parlerà minimo tra 4-5 anni». «Si è bloccata l'edilizia con danno alla città, si sono fatti errori a cui oggi si cerca di rimediare - concludono Ugolotti e Berti - senza mai ascoltare, anzi in molti casi irridendo i nostri contributi a migliorare il Piano. L'ipotesi del complotot ordito dal Pd contro la giunta Pucci, mi sembra si sia dimostrato inesistente, noi comunque continueremo a fare la nostra parte. Con responsabilità e per il bene della città». C.F.
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