Sicurezza
È crisi? Chiediamo aiuto al turista
Chiara Sillicani
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I PROTAGONISTI. Da sinistra Stefano Gazzoli (balneari), Marco Luccetti(campeggiatori), Paolo Arpagaus (Confesercenti) Giuseppe Orofino (Massa non è una città per giovani) Estate nera, gli operatori creano un questionario per capire cosa non va
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MARINA DI MASSA. Certo l'idea non è nuova nè innovativa, ma ugualmente positiva perchè segno di una coscienza critica negli operatori turistici: un questionario da sottoporre a chi trascorre le vacanze dalle nostre parti. Con lo scopo di capire cosa non va, individuare problemi e disservizi e quindi - se necessario - "correggere il tiro". Come funziona. L'idea, targata Confesercenti, Ageparc (associazione campeggiatori) e Riviera apuana (che riunisce balneari e albergatori), è stata immediatamente sposata anche da "Massa non è una città per giovani". Arrivi in un albergo o in un campeggio della costa e trovi in camera una brochure. Poche domande per capire che turista sei e cosa ti piace - o non ti piace - di questa terra. E chi la vacanza la trascorre in appartamento? Beh, gli operatori hanno pensato anche a questo per intercettare più persone possibili: sarà il titolare dello stabilimento balneare a sottoporre il questionario. Qualche interrogativo per capire per quale motivo ti sei concesso una pausa (relax, nuove esperienze, famiglia) perchè hai scelto il territorio apuano (clima, mare, spiagge, arte, grotte, enogastronomia), quali servizi ti hanno attratto (accoglienza, ospitalità, terme, ristoranti, eventi, pulizia). E soprattutto che cosa - se qualcosa c'è - ti motiva a tornare (emozioni, vissute, amicizie, basso costo, appartamento di proprietà). Poi chiaramente, la domanda clou: "Cosa vorresti di più?" Dalle aperture serali ai voli turistici, dai parcheggi alle aree pedonali. Le possibili risposte sono già nero su bianco, il villeggiante, però, può attribuire un punteggio a ciascuna da 1 (per nulla) a 5 (assolutamente). Arrivano poi i quesiti più personali: quanti anni hai, hai figli, da dove vieni, quanti soldi spendi. Insomma, non solo cosa vuole il turista, ma anche chi è. Un modo per definire il nostro target. Limiti e punti di forza. L'idea c'è anche se arriviamo secondi rispetto a molti comuni turistici. Le brochure sono in distribuzione da oggi: 8mila in italiano, 2mila in inglese. E l'obbiettivo è arrivare a 5mila compilazioni entro il 15 settembre. Lo scopo è chiaro: avere a disposizione un metro per misurare quella che gli esperti chiamano customer satisfaction (soddisfazione del cliente). Dati quantitativi - spiegano i promotori - ci sono e sono quelli della Camera di Commrcio, ma quello che manca è la descrizione - in termini qualitativi, quindi - del villeggiante. Vero però che non tutti sposano l'iniziativa - ecco il limite più grande - tra i sostenitori manca all'appello Confcommercio a cui aderiscono molti albergatori. Ma Paolo Arpagaus, presidente di Confesercenti e uno dei promotori, è ottimista: «A settembre analizzeremo i dati con la consulenza tecnica di Alessio Gassani, direttore scientifico del progetto, siamo convinti che se l'iniziativa funziona, si aggiungeranno anche altri sostenitori». Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana, mette i puntini sulle "i": non c'è una diretta consequenzialità tra la crisi e il questionario, come tentativo di superarla. Ammette, però, «la crisi è forte, i cali si aggirano sul 20%, durante la settimana la situazione - e non lesina aggettivi pesanti - è drammatica e, in questo contesto, è fondamentale la collaborazione tra le categorie». Marco Luccetti, segretario di Ageparc, è più cauto quando si tratta di quantificare i cali di presenze, ma non può negare che «la crisi c'è e il periodo di permanenza si accorcia. Il questionario - ci tiene a sottolinearlo - non c'entra con le difficoltà del settore, è, invece, il primo segnale di collaborazione tra operatori». Un segnale di unità che darà peso "contrattuale" alle categorie. Anche in sede di tavolo del turismo.
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