La manifestazione
«Da Benedetti inaccettabili calunnie»
◗
LONOREVOLE. Andrea Rigoni deputato del Pd Rigoni replica sul presunto legame Ariete-inchiesta Penati
2 MINUTI DI LETTURA
MASSA. «Illazioni inaccettabilmente insinuanti», che possono essere oggetto di querela. Così Andrea Rigoni, deputato Pd, definisce le ipotesi del consigliere comunale del Pdl Stefano Benedetti su un possibile coinvolgimento di Ariete (la società privata che era partner del Comune in Massa Servizi) nell'inchiesta sulle tangenti a Sesto S. Giovanni. L'onorevole Rigoni - chiamato in causa da Benedetti, secondo il quale il deputato «avrebbe concesso quasi gratuitamente» la sede in cui operava Ariete - affida all'avvocato Alberto Uccelli la sua replica. «Il consigliere Benedetti - scrive il legale "per nome e per conto" di Rigoni - sulla base di illazioni inaccettabilmente insinuanti, crea artificiosamente un possibile collegamento tra l'inchiesta Penati, l'onorevole Andrea Rigoni e la Margherita di Massa, varcando il limite della normale e composta dialettica politica e sconfinando apertamente nella calunnia tanto gratuita quanto evidentemente strumentale, come emerge anche dalla lettura delle date alle quali si riferirebbero i fatti riportati». Secondo l'avvocato Uccelli, l'intento diffamatorio delle affermazioni del consigliere del centrodestra «è palese» e, per questo annuncia che Rigoni «si riserva ogni azione in ogni sede nei confronti del Benedetti». Quanto poi al richiamo dell'esponente del Pdl sull'affitto del "palazzo di vetro", la replica è ancora più dura: «Con un risibile "collegamento" ipotizzato per coinvolgere ad ogni costo in questa vicenda la persona di Rigoni, che si afferma avrebbe concesso "quasi gratuitamente" una sede alla società Ariete, comprendendo come tale affermazione, assurda e vigliacca nella sua indeterminatezza, sia tale da sollecitare curiosità e malevoli pensieri nel lettore, preme precisare sin d'ora che l'onorevole Rigoni non ha mai avuto cognizione né opportunità, necessità o dovere, a differenza di altri, di approfondire le vicende societarie della Ariete, la cui compagine sociale con la presenza di società fiduciarie ha conosciuto esclusivamente in virtù delle notizie di stampa». Inoltre nè il parlamentare, né la Margherita di Massa, «hanno mai concesso "quasi gratuitamente" unità immobiliari in locazione alla Ariete Spa: gli atti sono facilmente reperibili presso il locale ufficio del Registro e ogni diversa considerazione appare del tutto ingiustificabile». Sarebbe stato facile, dice in proposito l'avvocato Uccelli, «verificare l'esistenza di un contratto di locazione, stipulato sulla base dei correnti prezzi di mercato, tra la società proprietaria dell'immobile e la cooperativa Ariete - subentrata, nel 1997, nel preesistente rapporto intercorrente con Agiap Srl. sin dal 1994, per locali ove aveva sede Massa Servizi Spa».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
