Attenzione
Pignone: «Ma noi non inquiniamo»
L'azienda: useremo "solo" 5 milioni di metri cubi di gas. In tre anni
3 MINUTI DI LETTURA
MASSA CARRARA. "Ma quali 400milioni di metri cubi di metano bruciati ogni anno. I quantitativi di gas per il collaudo delle cinque turbine raggiungeranno un massimo di 5 milioni di metri cubi totali. E nell'arco di tre anni». Così Nuovo Pignone-General Electric replica all'allarme inquinamwento lanciato da un "cartello" di associazioni ambientaliste, comitati cittadini e partiti nei giorni scorsi. L'azienda spiega in una nota - tutta basata su considerazioni tecniche e senza alcuna concessione alla polemica - che i timori di un peggioramento della qualità dell'aria legati ai test delle maxi turbine è infondato. «Le attività in corso nell'area Nuovo Pignone di Avenza (viale Zaccagna) - si legge nel documento della sede fiorentina di Ge - riguardano la costruzione e il collaudo di moduli con turbomacchine e non la costruzione di un impianto di produzione elettrica fisso alimentato a gas naturale. I quantitativi di gas previsti per il collaudo delle 5 turbine raggiungeranno un massimo di 5 milioni di metri cubi totali in un arco di 3 anni contro i 400 milioni di metri cubi l'anno riportati a mezzo stampa». E ancora: La costruzione dell'area di assemblaggio e collaudo prevede un piano di sviluppo e il relativo aumento della capacità di rifornimento gas dagli attuali 27.000 metri cubi ora a 50.000 metri cubi ora. Si tratta di un aumento di disponibilità potenziale e non di un consumo effettivo». Come dire: non è detto che il collaudo abbia necessità di usare tutta quella disponibilità energetica. Sulla questione interviene di nuovo anche La Rsu del Nuovo Pignone. Siamo preoccupati per quanto circola sui media locali in questi giorni, dicono i rappresnetanti dei lavoratori e per questo vogiliamo dire la nostra. «Il Nuovo Pignone - spiegano - è una fabbrica metalmeccanica dove si producono compressori, turbine e altri prodotti che interessano l'industria petrolifera. Quindi, il nostro processo produttivo è basato principalmente sulla trasformazione delle materie prime (acciaio e altri metalli), e nell'assemblare i pezzi lavorati. Attività che occupa il 99% del nostro tempo dentro lo stabilimento. Poi, quando il pezzo è finito prima di spedirlo al cliente viene collaudato: questa attività richiede una grande preparazione, perché le nostre macchine sono altamente tecnologiche». E i numeri forniti dalla Rsu sul consumo di gas per i collaudi sono simili a quelli diffusi dall'azienda: «Per ogni modulo saranno effettuate attività di collaudo che dureranno da 10 a 40 ore, cioè tre giorni a fronte di mesi, anni per il montaggio di tali moduli. Queste turbine consumano circa 18.000 metri cubi l'ora di gas, quindi al massimo saranno consumati 4 milioni di metri cubi nell'arco di tre anni contro i 400 milioni per anno millantati». Nessun rischio, poi per la falda acquiferà del sito «che non contiene inquinanti, e comunque il raffreddamento dei moduli è effettuato ad aria». «Rimaniamo stupiti e ci preoccupa - chiudono gli operai - questa polemica fondata su dati sbagliati, che ci vuole fare passare come una fabbrica che inquina e non rispetta l'ambiente. Vogliamo dire alla popolazione di stare tranquilla perché non inquiniamo e nno mettiamo a rischio la salute della gente. Piuttosto, ci chiediamo a chi giovino queste uscite sui giornali, in una provincia dove il lavoro è diventato una rarità». C.F.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google