Il Tirreno

Non solo Decathlon: Ikea Leroy Merlin e Brico cercano spazi in città

Claudio Figaia
<b>EX COLONIE. </b>Uno dei punti pi&ugrave; controversi del Piano strutturale
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EX COLONIE. Uno dei punti più controversi del Piano strutturale

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 MASSA. Un'onorevole pareggio? Una sconfitta ininfluente per la classifica? Una disfatta? Dipende dai punti di vista. Fatto sta che il Piano strutturale targato Pucci frena di fronte alle contestazioni di Regione e Provincia, fa marcia indietro e riparte. Ma dovrà essere riveduto e corretto.  Voto contestato. Ieri mattina al termine di una seduta piena di contestazioni ma povera di reale dibattito, il consiglio comunale ha approvato la delibera che mette fine al contenzioso con Provincia e Regione su alcune scelte - fondamentali - dello sviluppo urbanistico della città. 23 i sì (la maggioranza compatta); 7 gli astenuti (il gruppo Pd), 5 i voti contrari (l'opposizione di centrodestra).  L'accordo. Con questa delibera (il cui contenuto è stato, appare chiaro, debitamente concordato con Regione e Provincia) l'amministrazione Pucci accoglie, in sostanza, tutta una serie di rilievi mossi da Palazzo Ducale e assessore regionale all'Urbanistica Anna Marson, e si impegna a modificare parti sostanziali del Piano strutturale. Evitando così il pronunciamento della Conferenza paritetica interistituzionale (che è l'organismo chiamato a dirimere le divergenze tra enti sulla pianificazione urbanistica).  Stop al blocco. Prima conseguenza dell'approvazione del documento è la revoca parziale delle norme di salvaguardia, cioè il via libera a interventi edilizi sotot i 40 metri quadrati, invocata da tempo da costruttori, geometri e architetti.  Marcia indietro sulle colonie. L'effetto principale della mediazione tra Comune, Regione e Provincia è - già lo si è scritto - lo stop alle «varianti anticipatrici». Tradotto: l'operazione sulle ex colonie (trasformazione in strutture turistiche con, in cambio, la concessione ai costruttori di un 25% di volumetrie per realizzare abitazioni) non può essere anticipata ma deve rientrare nel Piano strutturale ed essere "definita" dal Regolamento urbanistico.  E su Riva dei Ronchi. E così sarà per il comparto di Riva dei Ronchi e per le "famose" 80 ville di Poveromo. Per centro turistico mai nato (Riva dei Ronchi) si dovrà procedere a «una drastica riduzione delle volumetrie ammissibili»; per esso come per Ronchi-Poveromo bisognerà adottare un Piano attuativo (che sarà definito dal Regolamento urbanistico) che preveda anche «congrui profili di interesse pubblico».  Ma il 25% resta. La possibilità di concedere un quarto delle volumetrie delle ex colonie per abitazioni (che conentono agli investitori di avere immediati ritorni economici) non viene cancellata, ma dovrà anch'essa essere meglio definita.  Nuove osservazioni. Queste modifiche dovranno essere «ripubblicate» e saranno oggetto di osservazioni. In altre parole: ci sarà un altro passaggio in consiglio comunale per approvare i cambiamenti a cui seguirà una fase inncui cittadini, enti, partiti potranno muovere osservazioni e chiedere altre modifiche. Una specie di gioco dell'oca.  Frigido-stazione. La riqualificazione della zone stazione e lungo Frigido, invece, resta tra le nvarianti anticipatrici. Il consiglio comunale dovrà però prevedere che i tracciait ferroviari non vengano dismessi e che i parcheggi siano funzionali alla stazione.  Ikea & C. Compromesso anche sulla questione delle aree di bordo tra le vie Aurelia, Catagnina, Tinelli. In quell'area potranno insediarsi attività commerciali "no food" anche di media e grande distribuzione. Soltanto, però, su 10mila metri quadrati e senza occupare lotti inedificati.  Sulla questione, il sindaco Roberto Pucci ha detto che non solo Decathlon (abbigliamento sportivo), ma anche altri giganti come Leroy-Merlin (arredamento) Brico (utensileria) e la stessa Ikea cercano spazi nella nostra zona. «Il problema, però, è che la volumetria per questo tipo di insediamenti, regolata a livello regionale, è esaurita. Solo una modifica da parte della Regione potrà riaprire questa partita. La nostra scelta, intanto, è quella di prevedere questo tipo di soluzione nel Piano».  "Dimensionamento ok". Le previsioni di un fabbisogno futuro di 6mila nuovi alloggi, di cui almeno 2.800 dal recupero e la riqualificazione dell'esistente vengono confermate.  Nessun ritardo. «Approfondimenti, modifiche, ripubblicazione e riapertura dei termini per le ossrrvazioni - ha detto il sindaco - non rallenteranno il percorso. Andranno avanti in parallelo alla stesura del Regolamento; entro la fine del mandato daremo alla città il nuovo strumento urbanistico».

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di Redazione web