La manifestazione
I Cobas marmo bocciano il progetto dellAsl: i risparmi non vanno fatti sulla sicurezza
«Le infermerie delle cave non si toccano»
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Una ambulanza del Soccorso cave 2 MINUTI DI LETTURA
CARRARA. I presidi del soccorso cave non si toccano. Lo dice con forza il Cobas Marmo, dopo un incontro col direttore del 118 Roberto Vatteroni, in cui si è parlato della riorganizzazione del servizio. Il sindacato teme in un "taglio di servizio". «Oggi nei canali di Fantiscritti, Colonnata e Torano - sostiene il sindacato - operano tre presidi frutto di un accordo siglato nell'ottobre 2000 fra parti sociali, Comuni e Regione, nella persona dell'allora assessore alla sanità Enrico Rossi. All'accordo seguì un piano che rivedeva, come poi è stato, l'istituzione e il potenziamento dei cinque punti di soccorso presenti nei bacini marmiferi di Carrara e Massa: un punto di emergenza territoriale Pet a Fantiscritti, dotato di ambulanza attrezzata con un medico e due infermieri; e altri tre (uno a Campocecina, uno a Piastra e uno a Colonnata), con un medico e un infermiere ciascuno. Si concordò di istituire e preparare i sicuristi di cava, imposti ad ogni lavorazione, con attrezzatura necessaria al primo soccorso in cava, collegamenti al 118 ed elisoccorso, così come la realizzazione di sei piazzole fra tutti i bacini». «Tutte favole - ricordano i Cobas - Dopo tanti anni, l'unica piazzola esistente è quella dei Bettogli costruita da privati. Oggi ci viene presentato un progetto definito "a cinque stelle". La corale risposta della segreteria Cobas al gran completo, è stata una bocciatura del progetto di ridimensionamento del soccorso, perché di questo trattasi. Con l'obiettivo, nemmeno tanto nascosto, di arrivare nel giro di qualche anno alla soppressione, portando il tutto al pronto soccorso ospedaliero. Non crediamo sia un problema di costo del servizio, perché questo è ripartito fra le parti sociali: Comune di Carrara, Comune di Massa e Regione Toscana. Abbiamo anticipato che a settembre si radunerà il nostro massimo organismo dirigente, che deciderà quando e come effettuare una prima giornata di lotta». I cobas insistono: le medicherie di Torano e Colonnata devono rimanere dove sono. «Si devono solo installare tre piccole centrali operative collegate fra loro: un'unica centrale come vorrebbe Asl serve a ben poco. I risparmi, non vanno fatti sulla sicurezza in cava ma sugli sprechi, i disservizi e tutte le spese inutili nella sanità. Un appello a cavatori, forze sociali, responsabili delle categorie datoriali e sindacali, perché si alzi forte la nostra protesta».
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