Il Tirreno

Bagarre in aula. Il Pdl: ci zittiscono

<b>PRESIDENTE.</b> Laura Mignani ha presieduto la seduta con grande fermezza
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PRESIDENTE. Laura Mignani ha presieduto la seduta con grande fermezza

"Cassati" anche 8 emendamenti del Pd, che si astiene

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 MASSA. Urla, parole pesanti, contestazioni. Il consiglio comunale di ieri sul Piano strutturale è stato a tratti parecchio acceso. E anche un po' surreale. La maggioranza ha fretta di chiudere il contenzioso con Regione e Provincia. E si vede.  Al termine della relazione del sindaco, si dovrebbe aprire il dibattito. Ma solo solo Fabrizio Panesi (Pd) rompe il silenzio in aula. Per un intervento in cui, in sostanza, dice (così come ripeterà il capogruppo Uilian Berti) che se la maggioranza, in precedenza, non avesse in modo supponente respinto le osservazioni del Pd, non ci sarebbe stato bisogno della Conferenza paritetica. Il sindaco Pucci replica, si congratula con la Regione «per il fattivo contributo al miglioraramento dello strumento urbanistico», sostiene che l'impianto del Piano «è stato riconosciuto valido».  Fine del dibattito? Sì, anzi no. Quando Laura Mignani, che presiede il consiglio in sostituzine di Marco Andreani, si appresta a passare alla dichiarazioni di voto, Stefano Caruso (Pdl) chiede la parola. Negata, perchè fuori tempo massimo. Il centrodestra insorge: ancora una volta ci negano la parola, fuggono al confronto.  Cassati (anche in questo caso perchè non presentati in tempo) pure 8 emendamenti preparati dal Pd, che - tuttavia - non protesta. E, al voto, il Pd si astiene. Forse anche questo in virtù di accordi fuori aula.

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