La manifestazione
Il futuro del territorio. Il nuovo ente operativo in autunno sostituirà la Montana. Il presidente Bissoli: scelta incomprensibile
Unione dei Comuni, no di Pontremoli
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Veduta di Pontremoli e a destra Paolo Bissoli e Lucia Baracchini Lucia Baracchini non firma l'atto costitutivo nella conferenza dei sindaci
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AULLA. Pontremoli esce ancora prima di entrarvi dalla futura Unione dei Comuni che, dall'inizio del prossimo autunno, sostituirà la Comunità montana. Firmato infatti l'atto costitutivo di "Lunigiana" ente che sarà formato da 13 dei 14 Comuni del comprensorio, a seguito dell'autoesclusione di Pontremoli. «Una scelta incomprensibile» commenta Paolo Bissoli, prrsidente della Montana. La Comunità montana, dopo 40 anni di attività, verrà infatti chiusa come previsto da tempo anche per l'azzeramento dei trasferimenti statali (per la Lunigiana circa 1 milione di euro in meno) e così come vuole la nuova legge regionale in fase di discussione a Firenze. La Conferenza dei sindaci della Lunigiana, riunitasi au Aulla, ha infatti approvato in via definitiva lo statuto del nuovo Ente che tuttavia nasce senza un Comune, mancando, sull'atto costitutivo, la firma del sindaco di Pontremoli, Lucia Baracchini che, nel corso della riunione, ha annunciato la decisione dell'amministrazione pontremolese di non aderire alla nuova Unione la cui popolazione complessiva sfiora i 50mila abitanti. «È con grande rammarico che la Conferenza dei sindaci ha preso atto della decisione di Pontremoli - continua Bissoli - anche perché in queste settimane è stata tentata ogni strada per agevolarne l'ingresso nell'Unione: dall'inserimento del neo sindaco Baracchini nella commissione ristretta per la stesura dello statuto, alla proposta di soluzioni che tenessero conto delle scelte fatte dalla nuova amministrazione comunale, come ad esempio quella di uscire dal servizio comprensoriale della polizia municipale, individuando altre funzioni da svolgere in forma associata da mettere alla base della nascita dell'Unione». Ma è stato tutto inutile, dato che dal sindaco di Pontremoli non è arrivata alcuna proposta rispetto allo statuto e il "niet" all'ingresso nell'Unione è stato motivato «con l'attesa per l'approvazione definitiva della nuova legge regionale e con generiche osservazioni sull'impianto dello statuto stesso sul quale comunque la Conferenza dei sindaci era aperta a un confronto costruttivo» aggiunge Bissoli. E adesso l'auspicio dei sindaci è che l'amministrazione comunale di Pontremoli «ci ripensi e nel prossimo mese modifichi una posizione che appare incomprensibile e, soprattutto, che rischia di penalizzare oltremodo i cittadini pontremolesi; l'Unione infatti si occuperà di garantire in forma associata una quindicina di funzioni dei Comuni: dalla polizia municipale al vincolo idrogeologico, dalla raccolta e smaltimento dei rifiuti al catasto di boschi e pascoli percorsi dal fuoco, dal canile agli espropri». Restando fuori dall'Unione, «Pontremoli avrà solo due possibilità: gestire in proprio le funzioni, facendosi carico di tutti gli investimenti necessari o stipulare apposite convenzioni con l'Unione; in entrambi i casi il Comune spenderà di più. E di quanto lo decideranno gli altri sindaci» viene sottolineato. Cos'è l'Unione - Questione di Pontremoli a parte, l'Unione montana di Comuni "Lunigiana" nascerà in tempi brevi: un'esigenza dettata anche dal fatto di non perdere il contributo di 300mila euro che per il 2011 la Regione ha messo a disposizione delle sole Unioni per le gestioni associate. «A quelle già svolte attualmente dalla Comunità montana - precisa il presidente Paolo Bissoli - il nuovo Ente ne affiancherà altre, in particolare quella relativa ai lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria delle strade comunali e degli impianti di pubblica illuminazione che verrà attuata entro fine anno, mentre entro giugno 2012 l'Unione intende avviare anche la gestione associata dello Sportello unico delle attività produttive. Senza dimenticare che per gli otto Comuni con popolazione inferiore ai 3mila abitanti, ossia Bagnone, Casola, Comano, Filattiera, Mulazzo, Podenzana, Tresana, Zeri, c'è l'obbligo della legge nazionale di gestire in forma associata tutte le funzioni fondamentali entro il 2013». F.P.
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