Sicurezza
Il gesto di protesta di un senegalese che rischia di rimanere fuori casa. Con moglie e tre figli
Si incatena in tribunale contro lo sfratto
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Un momento della protesta davanti al tribunale «Ho sempre pagato, ho diritto a stare lì». Ma oggi arrivano i vigili urbani
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MASSA.Si incatena davanti al tribunale per protestare contro lo sfratto. Sawrou Seck, senegalese ("regolare", diciamo subito) con famiglia e lavoro ("regolare" anch'esso) rischia da oggi di rimanere fuori casa. Con moglie e tre figli. Perchè il proprietario dell'abitazione «ha deciso così». Ha deciso cioè di riprendersi quella casa di Montignoso dove ormai da anni la famiglia Seck vive ben integrata con la comunità locale. Una scelta probabilmente legittima, ma contestata con vigore da Sawrou Seck, titolare di una licenza di commercio ambulante. Che, proprio per richiamare l'attenzione su questo caso, ieri mattina si è "imprigionato" con catena e lucchetto al cancello di ingresso del palazzo di giustizia. La protesta è durata una manciata di minuti, il tempo per l'arrivo dei vigili urbani, dei carabinieri e del personale del tribunale, che hanno indotto l'uomo a desistere. «L'ho fatto - spiega il signor Seck - perchè questo sfratto è un'ingiustizia. Il padrone di casa ce lo ha notificato quando eravamo in Senegal, senza darci la possibilità di fare opposizione. Noi abbiamo sempre pagato l'affitto, con regolarità ed eravamo pronti a pagare anche un anticipo sui successivi mesi». Il giovane senegalese parla anche di un contenzioso sul consumo del gas e dell'accusa di avere sferrato un pugno al suo "padrone di casa". «Non è vero, lui dice così, ma io non l'ho mai colpito, mi accusa ingiustamente». Stamani è il giorno in cui la polizia municipale di Montignoso dovrebbe eseguire lo sfratto della famiglia. Ma i Seck, annunciano, non si muoveranno. «Abbiamo sentito il nostro avvocato, ci ha consigliato di non muoverci, Vogliamo fare valere i nostri diritti». La battaglia sulla casa è appena cominciata.
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