Il Tirreno

LE PERIZIE TECNICHE

Non uno ma due smottamenti

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 MASSA. È stata una frana a portarsi via Aldo Manfredi, la notte del 31 ottobre. Ma su quel versante collinare gli smottamenti erano due. Uno in alto e un secondo più a valle. E qui- ipotizza la Procura - sta il nodo della vicenda.  Nella perizia dell'ingegner Paolo Rabitti e del geologo Gian Paolo Sommaruga è scritto a chire lettere: «Al posto di realizzare opere di sostegno del versante anche più a valle, a protezione della seconda frana - si legge nelle conslusioni depositate - sarebbero stati costruiti dei terrazzi anche con materiale di riporto aggravando la situazione di instabilità del versante». Insomma, i lavori - affidati dal Comune in somma urgenza - avrebbero riguardato soltanto una delle due frane (quella a monte)c he sarebbe stata protetta con una sistema di pali. L'altra sarebbe stata - questa l'ipotesi degli inquirenti - riempita con materiale di riporto. Nella perizia i due consulenti della Procura chiariscono che «l'innesco della frana tragica (quella costata la vita ad Aldo Mafredi ndr) è avvenuta in corrispondenza dei riempimenti di materiale non consolidato posto al di spora della frana del 2009».  Due smottamenti, dunque di cui - questa l'ipotesi degli inquirenti - solo uno messo in sicurezza. E proprio quello non consolidato sarebbe ceduto sotto il peso della pioggia il 31 ottobre scorso. La Procura avrebbe puntato gli occhi anche sulla "palificata" realizzata sotto la frana a monte (e non sotto quella più in basso). Nel capitolato il Comune avrebbe chiesto, infatti, di realizzare due palificate da 15 metri, ma secondo i periti ne sarebbe stata realizzata soltanto una, seppur di 30 metri che, per metà, si estende dove - si spiega nella perizia- «non c'erano frane e dove non erano mai state eseguite prove geofisiche». Anche questo, dunque, un elemento al vaglio della Procura. C.S.

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