Il dolore
Mirteto, aperta una nuova inchiesta
Chiara Sillicani
Si indaga anche per falso, frode e abuso d'ufficio. Ancora nessun avviso di garanzia
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MASSA. Nelle scorse settimane è emerso con chiarezza: l'inchiesta sulla frana di Mirteto si sta ampliando. Controlli e verifiche a 360 gradi che avrebbero portato addirittura all'apertura di un secondo filone di indagine. Un nuovo fascicolo. Un nuovo ambito, quindi, della complessa inchiesta sulla frana che lo scorso 31 ottobre è costata la vita ad Aldo Manfredi. Gli inquirenti, fino ad ora, hanno concentrato il lavoro sugli aspetti tecnici tentando di chiarire o di identificare, grazie alle perizie dei due consulenti (l'ingegner Paolo Rabitti e il geologo Gian Paolo Sommaruga) le cause del cedimento del versante collinare. Emergono nuovi elementi. Nel corso delle indagini, mentre tentavano di far luce sulla dinamica della frana, gli uomini della Squadra mobile avrebbero, però, individuato anche alcune irregolarità nell'iter amministrativo. Irregolarità che avrebbero motivato la Procura ad aprire un secondo filone dell'inchiesta. La priorità per gli inquirenti rimane la chiusura della prima tranche dell'inchiesta quella per cui si ipotizzano i reati di disastro e omicidio colposo. Giovedì scorso, infatti, Rossella Soffio e Federico Manotti, titolari dell'inchiesta, e gli uomini della Squadra Mobile, coordinati da Dulvi Corcione, hanno interrogato otto dei nove indagati (non è stato ascoltato il dirigente Fabio Mercadante). Convocati, invece, Andrea Bontempi, Carlo Mariani, Iacopo Baroni, Giuseppe Rebecchi, Alessandro Migliorelli, Riccardo Barbieri, Franco Ferrari e Iacopo De Nobili (gli ultimi tre sono gli unici a non essersi avvalsi della facoltà di non rispondere). La Procura, solo dopo il deposito della perizia, fatta chiarezza sugli aspetti tecnici, ha ascoltato gli indagati. Gli interrogatori, infatti, potrebbero rappresentare la fase finale dell'inchiesta, o - è il caso di dire - di una parte dell'inchiesta. Adesso, infatti, l'indagine si articola in due filoni. Le ipotesi accusatorie. Alla Squadra mobile sarebbe stata affidata anche la seconda tranche dell'inchiesta. Nessuna iscrizione nel registro degli indagati, fino ad ora: gli accertamenti sarebbero ancora in corso. Ma, nonostante non siano ancora state individuate eventuali responsabilità personali, gli inquirenti avrebbero già delineato le ipotesi accusatorie: il nuovo fascicolo è stato aperto per abuso d'ufficio, falso e frode nelle forniture. Gli inquirenti non avrebbero ancora tirato le somme, ma, mentre il primo filone di indagine sulla frana di Mirteto si avvia alla chiusura, la Procura ne apre uno nuovo.
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