LATTACCO
«Uno stupro ambientale senza nessun reale vantaggio per la collettività»
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MASSA.È firmato da Italia Nostra (Sezioni Apuo-Lunense e Massa-Montignoso), Legambiente (Circoli di Carrara e Massa) Associazione Amare Marina (di Carrara), Agepark, Idv di Massa e Carrara MeetUp Carrara, Futuro e Libertà Carrara, l'allarme su Nuovo Pignone che circola in questi giorni su Facebook. «Da oltre un anno - scrivono associazioni e partiti - i sindaci di Carrara e Massa magnificano la costruzione di un nuovo impianto della Nuovo Pignone in Viale Zaccagna, in un'area peraltro con una destinazione urbanistica diversa (area retroportuale). Essi hanno sottolineato più volte che ci saranno da 500 a 600 nuove assunzioni. Ovviamente in nessun documento ufficiale risulta questa cifra tanto è vero che nel protocollo sottoscritto con i Comuni, la Provincia e la Regione e pubblicato il 13 aprile scorso nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana l'impegno della Nuovo Pignone, consiste nella frase seguente: "Nuovo Pignone Spa, nell'attuazione del progetto di sviluppo del piano industriale nell'area di Massa e Carrara, si impegna a fare quanto possibile per utilizzare ovvero promuovere presso i propri fornitori il ricorso, nella misura massima possibile, a manodopera locale che soddisfi tutti i necessari requisiti di idoneità professionale, competitività e produttività". Francamente - affermano ancora Italia Nostra & C. «ci sembra un po' poco come garanzia e nessuno comprerebbe un'auto usata da chi prende impegni così nebulosi e indefiniti. Ma, a prescindere da ciò, non occorre tralasciare il forte impatto ambientale e sanitario che un simile impianto potrà avere se si pensa che potrebbe bruciare fino a 50.000 metri cubi all'ora di metano». Non solo: «Si deve sapere che questo tipo di stabilimenti, per raffreddare gli impianti, deve utilizzare tantissima acqua e la falda acquifera dell'ex zona industriale non è stata ancora bonificata. Tutti i veleni che si trovano ancora nella falda potrebbero essere trascinati ed immessi in atmosfera sotto forma di vapore, arrecando danni alla salute della popolazione e all'ambiente oltre alla massiccia dose di inquinanti derivanti dalla combustione del metano in termini di centinaia di tonnellate annue di ossido di carbonio e di ossido di azoto e decine di tonnellate di polveri sottili». Vero, ammettono i firmatari del documento, il metano è considerato uno dei combustibili meno "sporchi", ma «vista la "maxi-taglia" dell'impianto, si tratta di ingentissimi valori che peggioreranno la qualità dell'aria di una Provincia che già oggi detiene il record regionale per alcune patologie tumorali. E' chiaro - concludono - che questa operazione porterebbe consistenti vantaggi economici solo alla Nuova Pignone e alla Porto Spa, ma non potrebbe avere alcun effetto apprezzabile sull'occupazione, data la natura degli impianti previsti. Viceversa i danni per l'ambiente, per la salute e per la sopravvivenza dei cittadini sarebbero molti e certi. Riteniamo quindi doveroso per i sindaci spiegare sollecitamente alla cittadinanza attraverso un'assemblea pubblica tutti i dettagli della questione».
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