Il Tirreno

La consulente di Confartigianato racconta la sua odissea: a Carrara tante eccellenze

«Qui mi hanno salvato»

Donatella Visconti, consulente di Confartigianato
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Donatella Visconti, consulente di Confartigianato

Donatella Visconti: ecco perché l'ospedale non va chiuso

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 CARRARA. Una testimonianza, diretta e autentica, della buona sanità carrarese. Arriva da Donnatella Visconti, storica figura di consulente della Confartigianato.  «In questi giorni ho letto sui giornali che l'ospedale di Carrara rischia lo smantellamento - scrive Donatella - Con la mia testimonianza spero di dare un contributo alle manifestazioni di protesta che si stanno facendo»  «Due anni fa - racconta nella sua lunga lettera - ho avuto un grave malore nel mio ufficio alla Confartigianato dove lavoravo, in via 7 luglio a Carrara. Una mia collega ha chiamato prontamente il 118 in 5 minuti sono subito accorsi e mi hanno portata al Pronto Soccorso. All'improvviso senza aver avuto problemi sono caduta in terra priva di conoscenza, completamente paralizzata, senza poter parlare mi sono ritrovata in coma. Come un burattino a cui avevano tagliati i fili, mi sono afflosciata in terra».  «I soccorritori mi hanno prestato le prime cure - prosegue Donatella - Al Pronto soccorso si sono resi conto subito della mia gravità e si sono prodigati per me, per stabilizzarmi, per rendere possibile il trasporto a Pisa. I miei famigliari mi hanno raccontato che i medici del Pronto Soccorso, soprattutto il neurologo dottor Gabrieli si sono impegnati per trovarmi un posto al Santa Chiara di Pisa, perché non c'era. Le prime cure che mi hanno prestato mi hanno salvata la vita. A Pisa è successo il miracolo. I medici mi hanno detto che i pazienti a cui capita quello che mi è successo a me, muoiono 10 su 10».  «Io sono stata miracolata, ma questo è accaduto oltre alla bravura del dottor Puglioli, anche all'abilità dei medici di Carrara che mi hanno prestato le prime cure - continua la Visconti - Date le mie condizioni era rischioso anche il trasporto: un trombo partito dal cuore mi aveva intasato la vena più importante e delicata del cervello (la Basale) e intervenire era pericolosissimo. È andata bene, ho impiegato un anno a rimettermi, ma ora ho ripreso a fare le mie tante iniziative. Dopo il miracoloso intervento a Pisa, ho avuto bisogno di ulteriori cure e di un intervento all'Opa. Il dottor Angelo Pucci, del reparto di cardiologia si è impegnato per farmi avere al più presto l'appuntamento con i medici dell'Opa che mi hanno fatto l' intervento. Quando mi hanno dimesso dal Santa Chiara mi hanno consigliato di rivolgermi al dottor Pucci, sottolineandone la bravura».  «Tutto questo - conclude - per ribadire l' importanza del nostro Ospedale. Sono viva grazie al veloce intervento degli operatori della Pubblica Assistenza e dei medici del Pronto Soccorso cittadino che ringrazierò per sempre».

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