Il Tirreno

Partaccia, addio spiagge libere

<b>AGEPARC.</b> Marco Luccetti
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AGEPARC. Marco Luccetti

E un turista scrive al sindaco: i gestori di bagni si "allargano" troppo

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 MASSA. Sarà colpa dell'erosione che si è portata via 25 metri di spiaggia in tre anni, fatto sta che godersi il mare a Partaccia è davvero un'impresa. Se poi decidi di non pagare uno stabilimento e di affidarti alla spiaggia libera, beh, l'impresa si fa ancora più ardua. Impossibile piantare l'ombrellone e stendere l'asciugamano, addio buche e castelli in riva al mare. La sabbia è poca e la battigia si trasforma spesso in un piccolo bazar con bancarelle improvvisate dal mattino, fino a tarda sera. Tanto che anche l'Ageparc, l'associazione dei campeggiatori che gestisce alcune spiagge libere, ha presentato un esposto. Senza ottenere risultati.  Ora a farsi avanti è un turista. Roberto D'Alessandra a Partaccia trascorre le vacanze con i suoi bambini e ogni giorno si prepara ad una vera e propria battaglia per accaparrarsi un posto in spiaggia. Alla strada, spesso improduttiva, della lamentela, ha preferito quella della concretezza: ha scritto al sindaco, all'assessore al turismo Carmen Menchini e alla collega al sociale Gabriella Gabrielli. Lo ha fatto per ben due volte, nella speranza di ricevere una risposta. Ha elencato con chiarezza i problemi di Partaccia: poca spiaggia, mercati abusivi sulla battigia e gestori di stabilimenti che si "allargano" un po' e riducono l'area destinata alla spiaggia libera. Dopo una prima (e più pacata) lettera, ne scrive una seconda: «Pensavo - commenta rivolgendosi al sindaco - che il turismo fosse un punto di forza del suo Comune, probabilmente il turismo inteso sotto altra forma, come la scelta degli ultimi anni di concedere sempre più spiaggia ai gestori dei bagni, a discapito della spiaggia libera, ormai nulla visto la presenza massiccia dei venditori abusivi e delle mareggiate». E il turista chiude la lettera con sottile ironia: «Nell'augurarle un'estate serena, non certo nella spiaggia libera di Partaccia - e si rivolge al sindaco - la ringrazio per l'attenzione che vorrà porgermi».  Ma è nella prima missiva, quella che non ha avuto risposta, che Roberto D'Alessandra mette nero su bianco i problemi del litorale. Punta il dito contro una battigia off limits per la presenza di mercatini tanto che «talvolta risulta persino impossibile raggiungere la battigia».  Il turista non si è dato per vinto, ha chiamato anche la Polizia municipale: i vigili l'hanno invitato a presentare denuncia. Roberto D'Alessandro ammette che i controlli ci sono: «Da parte della Capitaneria, dei vigili, della polizia, ma si sono sempre rivelati tentativi inutili vista la velocità con cui i venditori rioccupano il loro posto». Ecco allora la proposta: «Maggiore potere e responsabilità ai bagnini e multe per chi acquista merce nei mercatini abusivi». A tutela dei bagnanti e di chi vuole godersi il mare senza sborsare un euro per l'affitto dell'ombrellone.

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