Il dolore
JURI GORLANDI
«Il sindaco ambidestro chiede lumi a Berlusconi»
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AULLA. «Il sindaco Roberto Simoncini, e non è la prima volta in questi mesi, prende carta e penna e scrive al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. La domanda sorge spontanea: ma il primo cittadino aullese avrà un rapporto tanto privilegiato con il presidente, impegnato a tenere, come ha fatto in questi anni, in piedi il sistema Italia e i suoi conti, da far sì che Berlusconi trovi anche il tempo di occuparsi di Aulla?». Lo chiede Juri Gorlandi, coordinatore comunale Giovane Italia - Popolo della Libertà. «La risposta, è probabilmente no - prosegue Gorlandi - perché in quel caso Berlusconi saprebbe anche dei movimenti politici del sindaco, uomo di centro, ma all'occorrenza capo di una coalizione dei centrodestra o di centrosinistra. La politica che i giovani di centrodestra hanno in mente, invece, è fatta di percorsi ideali chiari e lineari». Gorlandi dice che «Simoncini governa Aulla da 6 anni e in questo periodo i problemi della nostra città non sono stati affatto risolti, anzi, essa è lentamente appassita. Insomma la sua lettera al presidente del Consiglio sembra l'ennesimo epitaffio sul Comune aullese e sulla impossibilità, incapacità, della politica di risolverne i problemi. La lamentela più frequente da parte dell'amministrazione è stata quella di non avere molte risorse. La riflessione nostra e di tanti cittadini è questa: se si trattasse solo di avere risorse da spendere, allora chiunque sarebbe capace di farlo, quando si parla di idee e progetti, invece, vengono allo scoperto tutte le lacune e le debolezze della classe politica. Dalle frane, ai problemi con la ditta Costa, dal Premio Lunezia ai progetti di campi da golf, c'è stato e c'è poco da sorridere per Aulla: la speranza e l'auspicio è che il domani sarà sicuramente migliore dell'oggi». R.L.
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