Il Tirreno

Protesta di Ratti e Lupi del gruppo d’opposizione Idee in comune

«Accolti ma subito abbandonati i 20 profughi della Libia»

I profughi durante un momento di relax al campo sportivo di Aulla
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I profughi durante un momento di relax al campo sportivo di Aulla

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 AULLA. I venti profughi arrivati dalla Libia ormai due mesi fa sono al centro della lettera aperta redatta dal gruppo consiliare di minoranza "Idee in Comune", formato dai consiglieri Matteo Lupi e Matteo Ratti.  Secondo questi ultimi, «nonostante il sindaco Roberto Simoncini si sia speso sui giornali locali, vantando grande sensibilità nei confronti della vicenda, a oggi non ci risulta che esista un progetto che abbia come obiettivo l'integrazione dei profughi. Il ministero degli Interni ha stanziato fondi e dato indicazioni precise in merito ai richiedenti asilo politico sbarcati dalla Libia a Lampedusa, ma il Comune di Aulla non ha voluto minimamente tenere conto di questo».  Molti aullesi si sono attivati per fornire vestiti e per permettere ai profughi di telefonare alle famiglie rimaste prigioniere della guerra, ma "Idee in Comune" ritiene che «tutto questo non basti: infatti, servono progetti strutturati e misure sistematiche che permettano ai profughi di riacquisire dignità e possesso della propria vita, arrivando ad integrarsi nel comprensorio aullese. La situazione - proseguono Lupi e Ratti - è critica e lo stato di abbandono in cui questi ragazzi vivono è pericoloso. Affidare solo a una struttura privata la gestione dei profughi, è insufficiente e crediamo che Simoncini abbia il dovere di intervenire sulla vicenda, assicurando un percorso che possa tutelare i profughi fino al raggiungimento dello status di rifugiati politici e che possa metterli nelle condizioni di diventare cittadini autonomi e rispettosi delle leggi e delle persone del Paese in cui si trovano».  Quindi "Idee in Comune" fa notare che ci sarebbe «poca chiarezza sui soldi pubblici stanziati per l'emergenza profughi e sulla loro gestione. In altri Comuni lunigianesi ci risulta che i profughi ospitati siano stati accolti, coinvolti e messi in condizione di svolgere piccoli lavoretti socialmente utili. Perché, invece, il Comune di Aulla non vuole siglare la convenzione prevista con Ministero e Prefettura e consente che sia un privato a gestire i fondi pubblici quando sono tante le necessità». G.U.

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