Sicurezza
Pegaso rotto, l'Enac apre un'inchiesta
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Lelicottero Pegaso per salvare lescursionista è decollato da Pisa perché il velivolo che era al Cinquale era rotto L'elicottero non è intervenuto perché aveva un problema
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MASSA. Il verricello del Pegaso del Cinquale non funzionava e quindi l'elicottero per soccorrere un escursionista caduto sul monte Sumbra, in alta Versilia, è dovuto partire da Pisa. Il contrattempo ha ritardato leggermente i soccorsi all'uomo che era scivolato in una scarpata durante una passeggiata. Il ferito, Giuseppe Dovichi, 54 anni, lucchese e socio Cai, è stato poi trasportato all'ospedale fiorentino di Careggi. L'Enac ha aperto un'inchiesta. Pegaso3, quello del Cinquale, nonostante abbia risolto il problema al verricello deve restare fermo perché l'authority nazionale per l'aviavione civile vuole capire cosa è successo. Questo mentre la Regione ha appena stanziato 12,5 milioni per l'attività diurna della basi del Cinquale, Grosseto, Firenze. Alla sola Asl di Massa Carrara dalla somma complessiva vanno quasi 3 milioni di euro. Se l'elisoccorso, nel caso dell'intervento di ieri mattina, avesse dovuto arrivare da Firenze avrebbe impiegato circa mezz'ora contro i 6 minuti della partenza dal Cinquale. A dare l'allarme sull'infortunio accaduto a Dovichi è stato un altro componente della comitiva che scalava il Sumbro, via telefono cellulare. L'allarme è scattato alle 8,45: alle 10,15 circa Pegaso1 ha sbarcato, calandolo dall'alto per circa 40 metri, il personale sanitario e tecnico sul luogo dell'incidente. In collaborazione con le squadre del soccorso alpino regionale arrivate via terra veniva predisposta la barella per il recupero del ferito. Ma i volontari, prima di dare il via libera all'elicottero, sono costretti a un'altra operazione: il taglio di piante e arbusti per garantire la massima sicurezza all'intervento. Alle 10,55, Pegaso1 - dopo aver fatto rifornimento di carburante al Cinquale - riparte alla volta di Firenze (ospedale di Careggi) con a bordo il ferito. Sul luogo dell'incidente sono intervenuti anche i carabinieri di Seravezza. I volontari del soccorso alpino regionale, stazione di Querceta (responsabile Michele Salvadorini), hanno poi provevduto a riaccompagnare la comitiva fino al punto di partenza dell'escursione, tutti visibilmente provati da quanto accaduto al loro amico.
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