Il Tirreno

È crisi anche sotto l'ombrellone

<b>IL PRESIDENTE.</b> Roberto Aliboni Accanto, uno stabilimento e una coppia a pranzo sulla spiaggia
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IL PRESIDENTE. Roberto Aliboni Accanto, uno stabilimento e una coppia a pranzo sulla spiaggia

Aliboni: pochi turisti persino nel weekend, fatturato in calo del 20%

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 MARINA DI MASSA. La crisi c'è e si fa sentire. E non solo tra gli scaffali di negozi e supermercati. Adesso si insinua anche tra sdraio e asciugamani. E, dopo i commercianti, anche i balneari accusano il colpo: calo a due cifre di presenze e fatturati. E chi alla comodità dell'ombrellone proprio non rinuncia, taglia sui consumi: addio pranzo in veranda, un panino basta e avanza.  Meno turisti anche nel weekend. Ormai è assodato:la vacanza si accorcia, pochi trascorrono sul litorale apuano un'intera settimana. Chi arriva da queste parti, magari dalle Regioni vicine, "si accontenta" di un paio di giorni. O meglio, si accontentava perchè oggi il turismo lascia spazio all'escursionismo: si parte la mattina e la sera si torna a casa, cercando di spendere il meno possibile. Risultato? Le presenze calano, anche nel fine settimana. Parola di Roberto Aliboni, presidente di Riviera Apuana, l'associazione che riunisce i balneari. Per lui una cartina tornasole c'è: «Basterebbe fare qualche verifica sulla viabilità. Sento spesso parlare di weekend da bollino nero, poi i turisti che arrivano dalle nostre parti raccontano di non aver trovato traffico. È stato così anche questo fine settimana. Chi è partito da Parma mi ha confermato di non aver trovato file e di aver percorso la Cisa in tranquillità, davvero strano per il periodo».  Sempre meno turisti, quindi: «E chi sceglie il nostro litorale - prosegue Aliboni - spesso si trattiene soltanto un giorno. Il venerdì - esemplifica il concetto - è out, il sabato è in forse e la domenica si parte solo se il tempo promette bene».   E gli stagionali tagliano le spese. Certo i balneari, rispetto ai colleghi albergatori, un vantaggio ce l'hanno: possono contare sui massesi che all'ombrellone proprio non rinunciano. «È vero - ammette Roberto Aliboni - anche se sentendo colleghi e clienti tutti confermano che di gente in spiaggia ce n'è poca. E chi ha affittato sdraio e lettino - aggiunge - taglia sui consumi, le spese al bar si sono contratte». E si affida all'immediatezza degli esempi: «Molti rinunciano all'aperitivo e chi pranzava al mare adesso si accontenta di un panino. Nei nostri bar - chiarisce - la crisi la sentiamo eccome».  Poi il presidente dei balneari si affida ai numeri: «In spiaggia le presenze sono ridotte del 20%, seppur con i distinguo del caso - aggiunge - perchè chi lavora soprattutto con gli stagionali risente meno della contrazione nel settore turistico». Ma se l'indicatore della crisi non è il numero dei bagnanti, ma quello delle consumazioni, la situazione - Aliboni ne è convinto - si fa ancora più difficile: «Senza dubbio per bar e ristoranti - e si riferisce a quelli all'interno degli stabilimenti- il calo è ancora più sostanzioso». Anche Stefano Gazzoli, vicepresidente di Riviera Apuana, nei giorni scorsi, proprio in relazione alla contrazione dei consumi, ammetteva che la crisi non risparmia la spiaggia e quantificava il calo in un -20%.   Occhi puntati su agosto. Ma Roberto Aliboni non getta - è proprio il caso di dirlo - i remi in barca: «Questo weekend (e si riferisce a quello appena trascorso) è l'ultimo del mese, ci sono famiglie alla prese con la quadratura del bilancio». Insomma chi lo stipendio lo prende i primi giorni di agosto, ha preferito (o magari non ha potuto fare altrimenti) rimanere a casa. «Ora tutto si gioca nei primi venti giorni di agosto - prosegue Roberto Aliboni - è quello il periodo in cui storicamente si concentrano le presenze». E salgono i fatturati. Se così non dovesse essere, allora crollerebbe anche l'ultimo baluardo dell'economia turistica. E Massa sarebbe davvero costretta a correre ai ripari. C.S.

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