Il Tirreno

La cerimonia nell’ambito di “Mama Africa”

La villa che fu del boss diventa caserma della Finanza

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 LICCIANA NARDI. La villa confiscata al boss della camorra Vincenzo Di Donna, 66 anni, considerato il "re dei videopoker", e arrestato nel marzo 2003 dopo un blitz della squadra mobile della Spezia con cui fu sgominato il suo clan, diventerà una caserma della guardia di finanza.  La trasformazione dell'immobile in caserma è stata celebrata ieri mattina con una cerimonia simbolica a cui hanno partecipato rappresentanti delle forze dell'ordine e delle istituzioni locali. La villa, dove fino al 2003 viveva Vincenzo Di Donna, venne sequestrata nel febbraio 2007 assieme ad altri beni del boss.  Secondo le indagini Di Donna guidava un clan che avrebbe cercato di condizionare il mercato della distribuzione e del noleggio delle slot machine nelle province di Massa-Carrara e La Spezia. Il boss, in pratica, avrebbe imposto ai commercianti di installare i suoi videopoker.  La villa di Licciana era anche il quartier generale di Di Donna e venne sequestrata su richiesta della Dia di Genova.  In dettaglio, la lussuosa villa dove viveva fino al 2003 Vincenzo Di Donna venne sequestrata nel febbraio 2007 assieme ad altri beni dell'ex boss. La costruzione si trova a Monti, sulla via Provinciale per il Passo del Lagastrello, poco prima della deviazione per Pontebosio. Pianterreno, primo piano e livello mansarda: questa la casa dove Vincenzo Di Donna (66 anni di Torre del Greco) aveva il suo quartier generale per la Lunigiana, fino al blitz della squadra mobile della Spezia nel marzo 2003 e che in totale portò a 36 arresti nella notte. Un anno di indagini precedette l'operazione della polizia, coordinata dalla Procura distrettuale antimafia di Genova.  L'iniziativa della cerimonia simbolica si è tenuta nell'ambito del "Mama Africa Meeting", in corso fino a oggi all'interno del "Parco del Donatore" a Gavedo di Mulazzo.  L'evento, organizzato dal Comitato Arci Massa Carrara, con il patrocinio della Regione Toscana, della Provincia di Massa-Carrara e del Comune di Mulazzo era dedicato alla didattica ed alla diffusione della cultura musicale africana. Ma un importante spazio era dedicato anche alla cultura della legalità.

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