Sicurezza
L’Ulcem interviene sulla gestione del servizio idrico integrato: manca un piano industriale esecutivo
«L'organico non c'entra con i problemi di Gaia»
Il sindacato: la società ha 380 addetti contro i 500 del settore nel passato
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CARRARA. A chi dice che sono troppi i dipendenti di Gaia, l'Ulcem risponde riferendosi al passato: «Il numero complessivo degli addetti del settore superava abbondantemente per i Comuni dell'Ato i 500. Con la nascita di Gaia si sono persi 120 posti di lavoro, oggi ci risultano circa 380 dipendenti». «Quindi - dice il sindacato - respingiamo con forza il tentativo mosso da più parti di addebitare agli organici le responsabilità di gestione e le crisi che la società, le cui origini sono comunque ben note a tutti». Il sindacato provinciale Ulcem inoltre esprime «soddisfazione per la decisione che i sindaci dell'Ato hanno preso in merito alle sorti di Gaia Spa. Infatti l'assemblea dell'ambito territoriale Toscana Nord, ha deciso (all'unanimità dei 33 presenti su 55) pochi giorni fa di dare fiducia a Gaia, e di accogliere l'esito referendario affinché l'acqua resti pubblica. L'Ulcem esprime anche apprezzamento al sindaco Zubbani che «si è fatto portavoce della decisione di impegnare l'Ato ad individuare la più corretta forma di gestione che alla luce del passato referendum dovrà avere Gaia. Questa decisione importante, anche sotto i profili finanziari dell'azienda, assume a nostro avviso, anche una importante valenza politica, ovvero un chiaro e forte segno di riavvicinamento della politica alle scelte dei cittadini che con il referendum, soprattutto nei nostri territori, hanno con ampia partecipazione espresso chiaramente la volontà di garantirsi per il presente e per il futuro una gestione del Servizio Idrico interamente pubblica». Tornando alle maestranze, l'Ulcem dissente appunto dalle dichiarazioni della Cgil «e da quanto affermato in passato anche da altri soggetti istituzionali circa il peso e le responsabilità che le maestranze hanno sul servizio stesso. In primis, se per assurdo fossero valide queste logiche espresse da chi sopra, non si capisce perché ciò debba valere solo per Gaia e non per i Comuni, le Asl, le società dei Servizi Ambientali. Noi per chiarezza respingiamo tutte queste logiche. Nel merito di Gaia invece per dovere di giustizia ricordiamo che il numero dell'organico, che appassiona tanti, nasce da equilibri più teorici che reali, il Piano D'ambito in vigore ha determinato il numero dei dipendenti della Società di gestione su basi statistiche perché mai è stato redatto un Piano Industriale esecutivo. Quindi come abbiamo sempre detto, prima di lanciarsi in voli pindarici populistici, occorrerebbe aprire un reale confronto tra le parti per la verifica degli organici, partendo oltre che da un reale Piano Industriale anche dal fatto che prima della nascita di Gaia, (cioè quando la gestione del Servizio idrico integrato era affidata alle varie aziende di gestione su basi locali o direttamente dai Comuni), il numero complessivo degli addetti del settore superava abbondantemente per i Comuni dell'Ato 1 i 500». Insomma, per l'Ulcem i dipendenti di Gaia non sono troppi, perché erano di più nel passato in questo comparto. Oggi Gaia, dice il sindacato, ha circa 380 dipendenti contro i 500 iniziali. «In ogni caso riteniamo che oggi non sia il tempo della ricerca delle colpe, Gaia ha dimostrato con grossi sacrifici soprattutto da parte dei lavoratori di aver intrapreso la via di uscita dalle criticità. Occorre adesso come avviato dall'Ato, che si compiano gli atti conclusivi per la sua definitiva stabilizzazione, che coinciderà anche come noi auspichiamo nell'avvio di tutti gli investimenti necessari per la gestione del bene acqua, che sono anche un importante motore economico di ripresa per un territorio come il nostro da troppo tempo in sofferenza».
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