Il Tirreno

Ospedale, i lavori iniziano davvero

<b>SOPRALLUOGO.</b> Roberto Pucci e Angelo Zubbani al cantiere
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SOPRALLUOGO. Roberto Pucci e Angelo Zubbani al cantiere

Posata la prima pietra. Ora l'obbiettivo è finire in 36 mesi

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 MASSA. Ormai l'ospedale unico sembrava diventato mitologia. Un po'come la Variante Aurelia (anche quella in via di realizzazione) o la terza corsia: obbiettivo da decenni, mai raggiunto. Invece no, l'ospedale imbocca la strada della concretezza. Ci sono le ruspe e anche la voragine per le fondamenta. E, da ieri, c'è anche la prima pietra. Una cerimonia formale, alla presenza delle autorità e il via ufficiale ai lavori. Una pietra e un monito: "l'ospedale unico si fa eccome". Anzi, si sta già facendo, seppure con 10 mesi di ritardo. Ritardo che ci costerà non poco: «Dovremo far i conti con le penali» - ammette la De Lauretis.  Cerimonia ufficiale. Non solo: La strada - aggiunge Maria Teresa De Lauretis, direttore generale dell'Asl - non è in discesa: «La consegna dell'area è stata la svolta, l'obiettivo è stato raggiunto, nonostante le difficoltà e di questo ringrazio tutti coloro che hanno collaborato con l'Asl». Dal Ministero dell'Ambiente, all'Arpat. «Fare un'opera pubblica, dovunque la si faccia, è difficile - riconosce il direttore - ma l'ospedale della Apuane (insieme a quelli di Prato, Pistoia e Lucca), è realizzato con un project financing, chi lo costruisce quindi vedrà i primi ritorni di capitale solo in fase di gestione». Tradotto: a chi ha ottenuto l'appalto conviene velocizzare i tempi, altrimenti addio guadagno. Tra tre anni potremmo, quindi, salutare il vecchio ospedale. I lavori andranno avanti per 30 mesi, ma altri 6 mesi serviranno per sistemare gli arredi e ultimare il trasloco.  La prima pietra è comunque un punto fermo, una bandierina piantata. Anche per Daniela Scaramuccia, assessore regionale alla sanità: ai suoi occhi il via ufficiale ai lavori è «la rinascita» dopo la voragine da 300milioni di euro nella casse dell'azienda sanitaria: «Rivedo oggi - si lascia andare alla colloquialità - facce che ho visto sconvolte di fronte al buco nei conti Asl (e si riferisce alle istituzioni), oggi guardiamo al futuro. Grazie davvero perché avete tirato avanti, non vi siete arresi». Il sindaco Pucci, invece, non guarda solo avanti, ma volge lo sguardo anche al passato, forse allo scopo di placare definitivamente ogni polemica sulla scelta del sito, «scelta - ribadisce - democratica, presa dalla conferenza dei sindaci in seduta plenaria».   Il futuro della sanità. L'ufficialità conquista spazio, ma la cerimonia è la prima occasione per capire cosa sarà l'ospedale. Una struttura per acuti, dove si va per operarsi o per patologie gravi, per il resto (l'analisi, la visita dermatologica o oculistica) dovremo contare sui distretti e quella è la vera sfida: «Vanno individuate strutture. Si trovi una collocazione - invita il direttore - le risorse ci sono già». Perché l'opzione ospedale vecchio potrebbe decadere, lì rimarranno parecchi reparti in attesa del nuovo nosocomio.   Aspetti tecnici. L'ospedale si articolerà su tre piani a cui si aggiunge un piano interrato. Separato l'edificio economale. Per ogni posto letto sono previsti 2,5 posti auto. A piano terra sorgeranno il pronto soccorso, il cup, il servizio di dialisi, l'area donatori, la degenza di psichiatria. Il primo piano sarà destinato all'area commerciale (dalla banca al bar) e alla sala multiculto. Lì anche il day hospital e il centro oncologico. Al secondo piano le sale operatorie; l'area medica (sale di degenza) è al terzo piano, con gli uffici direzionali. Le camere ospiteranno due pazienti ciascuna; un 10% avrà, però, soltanto un posto letto. Il nuovo ospedale costerà complessivamente 22milioni e 300mila euro.  Adesso la sfida sono i lavori perchè la provincia possa avere il suo ospedale nel 2014. E senza ulteriori polemiche. C.S.

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