Il Tirreno

«Non è suicidio, rifate le indagini»

A destra una pattuglia dei carabinieri, in basso il medico legale Maurizio Ratti
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A destra una pattuglia dei carabinieri, in basso il medico legale Maurizio Ratti

Il consolato rumeno scrive ai carabinieri dopo la morte di un connazionale

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 MASSA. «Vi preghiamo di indagare meglio sulla morte di Ionel Banciu Nicolai, perché secondo le informazioni in nostro possesso non è possibile che il ragazzo si sia tolto la vita». È il contenuto della lettera inviata dal consolato rumeno ai carabinieri di Massa.  La missiva è arrivata al comando dell'Arma qualche giorno fa. E si riferisce a un caso che la procura, dopo l'esame esterno del corpo del giovane, ha archiviato come suicidio. Ionel, 26 anni, del resto era depresso da tempo e a dirlo agli inquirenti era stato proprio il fratello che lo aveva ospitato nella sua abitazione di Montignoso e che lo aveva trovato senza vita.  Il racconto non ha convinto la mamma e il papà di quel ragazzo che aveva sì dei problemi ma che non aveva mai dato segnali tali da poter pensare a un gesto estremo come quello che ha compiuto. E così i due genitori, quando si sono visti restituire la salma con la notizia di archiviazione del caso come suicidio hanno contattato il consolato di Romania di Bologna dicendo che non era vero, che a Massa stavano prendendo un abbaglio. E dal consolato hanno contatto i carabinieri, chiedendo a che punto era l'inchiesta. La risposta dell'Arma è stata eloquente: «Si tratta di un caso di impiccagione volontaria, lo ha confermato anche il medico legale (Maurizio Ratti)». Ma il consolato con ogni probabilità non si fermerà qui, perché già nella prima lettera ha fatto intuire che ci sono forti perplessità sulle indagini. Resta il fatto però che sia la procura sia l'Arma sono convinti del lavoro che hanno svolto: si tratta di un caso di suicidio, purtroppo confermato dallo stesso fratello della vittima. Ma è chiaro che i genitori del ragazzo non si rassegnano all'idea di aver perso un figlio in quel modo. Comunque il fascicolo sarà messo a disposizione del consolato e se è il caso anche della giustizia rumena, non per riaprire il caso ma per chiuderlo una volta per tutte. Definitivamente.

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