Sicurezza
Fine di un incubo. Dopo 6 giorni la telefonata alla famiglia: sto bene e presto tornero ad Ameglia
Liberata dai pirati la nave di Jacopo
Fabrizio Palagi
Il giovane ufficiale navigava sulla Anema e Core dirottata al largo della Nigeria
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AMEGLIA. Liberata dai pirati la nave mercantile "Anema e Core", della compagnia Rbd Armatori di Torre del Greco (Napoli) sulla quale viaggiava l'allievo ufficiale 22enne Jacopo Carluccio, la cui famiglia abita a Camisano. Una telefonata dello stesso Jacopo, nella tarda serata di giovedì scorso, ha posto fine all'incubo in cui i genitori Massimo e Antonella Modica erano piombati da 6 giorni. Il blitz dei pirati alla nave mercantile era avvenuto nella notte tra sabato e domenica scorsi al largo della costa tra Benin e Nigeria, nell'Africa centro-occidentale. Sul cargo-cisterna della Rbd (acronimo degli armatori Rizzo, Bottiglieri, De Carlini), al momento dell'assalto c'erano 23 membri d'equipaggio, tra cui l'amegliese Jacopo Carluccio, imbarcato come ufficiale tirocinante. Dopo 6 giorni di peripezie nei quali la nave pare abbia girovagato alla ricerca di un porto "sicuro" a cui attraccare, i pirati hanno abbandonato il battello attorno alle 22,30 di giovedì scorso. Subito dopo i mambri dell'equipaggio hanno iniziato a telefonare sia alle famiglie che alla compagnia armatrice, per avvisarli dello scampato pericolo. «Ho ricevto la telefonata attorno alle 23 - racconta mamma Antonella Modica - e mio figlio mi ha detto "i pirati sono andati via; sto bene, non mi è successo nulla, presto tornerò a casa". È stata una liberazione, la fine di un incubo, non vediamo l'ora di poterlo riabbracciare». La fine di un incubo, dunque, peraltro simile a molti altri, materializzati in assalti analoghi da parte dei pirati a navi mercantili. Giuseppe Mauro Rizzo, amministratore delegato della compagnia armatrice, la Rbd, ha espresso apprezzamento nei confronti dell'equipaggio della nave e della struttura di terra «per aver affrontato e gestito con coraggio e professionalità l'emergenza nel rispetto dei protocolli di sicurezza». Inoltre ha ringraziato il comando generale delle Capitanerie di porto e l'unità di crisi della Farnesina «che ha mantenuto costantemente i contatti con la società armatrice e le famiglie dell'equipaggio», sottolineando l'efficienza e la tempestività con la quale hanno seguito gli eventi. Anche il sindaco di Torre del Greco, città dove ha sede la Rbd, ha commentato positivamente la liberazione della nave italiana, però lanciando un avvertimento: «Ci riempie di immensa gioia la liberazione degli uomini e del mercantile Rbd Anema e Core - ha detto Ciro Borriello - adesso però non dobbiamo attendere il prossimo arrembaggio. Sono necessari provvedimenti e sinergie di intenti forti a livello internazionale, affinchè siano garantite maggiori sicurezze per i tanti marittimi impegnati in lavori duri e lontani dai propri cari. Esprimiamo la nostra più sincera gratitudine al Governo, in particolare all'onorevole Franco Frattini, ministro degli Esteri, all'unità di crisi della Farnesina e a tutti coloro che si sono adoperati per aver restituito alle famiglie i loro cari». Direttamente chiamato in causa, il ministro Franco Frattini ha stringatamente commentato: «È andata bene. Sulla vicenda c'è stato un lavoro non annunciato e che non verrà reso noto in seguito, come si fa in questi casi». «Adesso Jacopo Carluccio è atteso dalla famiglia nella sua casa di Camisano - sottolinea il vice sindaco di Ameglia, Francesca Strenta - anche se i tempi del suo ritorno saranno forzatamente lunghi».
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